Agcom, audizioni per la revisione del Piano Nazionale di Assegnazione delle Frequenze Digitali, FRT: non è necessario un nuovo piano

"Martedì scorso il Presidente dell’Associazione Tv locali FRT, Maurizio Giunco, e il direttore Rosario A. Donato, hanno partecipato all’audizione indetta dall’Agcom per la revisione del piano nazionale di assegnazione delle frequenze digitali".

Lo fa sapere la Federazione Radio Televisioni, spiegando che "Pur comprendendo l’esigenza dell’Agcom di individuare le frequenze per il c.d. “dividendo digitale” – data la necessità di indire la gara di assegnazione dei 5 multiplex – e di definire il numero di frequenze utilizzabili dal servizio pubblico, non si capisce però la decisio-ne di voler procedere, ad ogni costo, alla revisio-ne del piano nazionale delle frequenze. Di fatto l’Autorità, in questi anni ha, in occasione del passaggio al digitale terrestre, deliberato un vero e proprio piano di assegnazione delle frequenze per ogni singola area. Il Ministero ha, a sua volta, assegnato le frequenze attraverso una procedura flessibile di condivisione con tutti gli operatori nei tavoli preposti. E’ stata, questa, una scelta vincente, che ha reso possibile, per la prima volta in Italia, la concreta realizzazione di un piano di assegnazione e la conseguente digitalizzazione con successo delle diverse aree tecniche. Di ciò l’Agcom ne è perfettamente consapevole. Non si comprendono, quindi, le motivazioni della scelta di revisione del P.N.A.F., circostanza questa che ripercorrerebbe i tragici errori del passato, mettendo a serio rischio il completamento del processo di digitalizzazione". Conclude poi FRT: "Nel corso dell’audizione il Presidente Giunco ha proposto all’Autorità di definire le frequenze del dividendo digitale e del Servizio Pubblico, e di procedere con le stesse modalità di questi anni, emanando cioè, singoli piani di assegnazione per aree tecniche. Una ripianificazione su base nazionale, infatti, attraverso l’eventuale realizzazione di reti nazionali in tecnica K-SFN, potrebbe portare alla modifica delle frequenze già assegnate ad uno o più operatori con conseguenze facilmente intuibili".
 
 

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