All’asta le torri di Wind e 3

La due compagnie sono pronte a vendere 18 mila impianti per le telecomunicazioni


Le compagnie telefoniche Wind e 3Italia, che costituiranno a breve una nuova società battezzata Eiffel, nella quale conferiranno le vendite in questione, si sono dichiarate pronte per sostenere la cessione dei 18 mila impianti. Sono nove i concorrenti che si metteranno in gara per aggiudicarsi il business, di norma molto ambito, delle infrastrutture per le telecomunicazioni: la società spagnola Abertis (autostrade e telecomunicazioni), la holding dei Benetton Atlantia, i mega fondi australiani Macquaire e Babcock & Brown, gli americani Carlyle e Texas pacific group (a braccetto con la francese Tdf), gli italiani Clessidra di Claudio Sposito, F2i di Vito Gamberale e Dmt di Alessandro Falciai. L’affare è stimato intorno ai 2 miliardi di euro, l’oggetto sono torri predisposte per la trasmissione Gms, Umts e Dvbh (la tv digitale visualizzabile sul telefonino, ndr) e l’operazione, proprio per il numero di impianti in vendita, sembra essere la più grossa mai realizzata al mondo. Rimane fuori dalla lista dei partecipanti solo Mediaset, nonostante si fosse pronunciata interessata all’acquisizione, che oltre a dimostrarsi decisamente più interessata al digitale, considera limitate le sinergie tra le reti di trasmissione tv e mobile. (Marco Menoncello per NL)

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