Altro giornalista ucciso in Sri Lanka: è crisi democratica

Anche Paranirupasingam Devakumar scriveva contro le repressioni effettuate dal governo di Colombo nei confronti dei ribelli Tamil: è stato freddato sull’uscio di casa.
 
Nemmeno avevano fatto in tempo ad insorgere, i giornalisti dello Sri Lanka, nei confronti del barbaro pestaggio da parte delle forze governative nei confronti del giornalista Keith Noyahir, che appena due giorni fa un altro giornalista è stato vittima di violenza. Il suo nome è Paranirupasingam Devakumar, e lui è morto: freddato spietatamente davanti all’uscio di casa sua, a Navanthurei, in una zona controllata dalle forze governative. Torniamo indietro. Pochi giorni fa, Keith Noyahir, vicedirettore del The Nation, giornale in lingua inglese, era stato picchiato quasi a morte per aver scritto articoli di critica al governo per il suo operato repressivo nei confronti dei separatisti Tamil. I giornalisti erano insorti ed avevano organizzato una grande manifestazione di protesta nella capitale, Colombo. Neanche il tempo d’insorgere che i governativi ne fanno fuori un altro, Paranirupasingam Devakumar, appunto. Devankumar, trentasei anni, era il corrispondente da Jeffna per Marhaja Television e stava lavorando ad un’inchiesta giornalistica sugli abusi compiuti dall’EPDP: era l’ultimo reporter rimasto a Jaffna a lavorare per conto di un notiziario televisivo. Intanto, la situazione, in Sri Lanka, si fa sempre più delicata: 156mo posto su 167 nella classifica di Reporters sans Frontiers sulla libertà di stampa e almeno dieci giornalisti uccisi negli ultimi due anni. (G.M. per NL)
 
 
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