Blocco permanente delle chiamate, COSTT: “Agcom e operatori rispettino la decisione del TAR”

Riceviamo dal Comitato Operatori Servizi Telefonici e Telematici (COSTT) la seguente nota, inviata da tale ente all’Agcom, al MSE-Com e per conoscenza a tutti i maggiori operatori telefonici italiani, che pubblichiamo integralmente. "In riferimento alla comunicazione in oggetto ("esiti del Consiglio dell’Autorità in materia di blocco permanente di chiamata – nota AGCOM prot. n. 0028999 del 7 aprile 2009", ndr), lo scrivente COSTT, anche per conto dei propri iscritti, prende atto delle determinazioni del Consiglio e significa a codesta Autorità che non corrisponde al vero quanto sembra potersi desumere dalla nota in questione circa presunte richieste “da parte dei ricorrenti di deroghe transitorie al blocco permanente di chiamata per le numerazioni indicate nella predetta audizione”. Quello che è successo è che, in conseguenza della rinuncia alla sospensiva effettuata dall’Autorità e della disponibilità da questa manifestata per le vie brevi a dare indicazioni agli operatori in relazione all’esecuzione alla sentenza TAR Lazio n. 11194 del 10 dicembre 2008, lo scrivente si è messo a disposizione per cooperare (come sempre ha inteso fare) con gli Uffici. L’idea della deroga, come a voi noto, è venuta dalla stessa Autorità come proposta di soluzione transitoria della vicenda in attesa della decisione di merito del Consiglio di Stato. Il COSTT ribadisce che intende avvalersi della sentenza in questione, che è pienamente valida in ordine alla statuizione sulla competenza nonché esecutiva per legge, e deve essere immediatamente eseguita dall’Autorità amministrativa e rispettata da chiunque vi sia tenuto. Del resto, non sembrava strano che l’Autorità avesse intenzione di adottare iniziative di coordinamento ai fini della rimozione del blocco di chiamata, visto che già nel corso della riunione tenuta il 30 dicembre 2008 l’AGCOM aveva chiesto agli operatori telefonici di preparare piani tecnici per la rimozione del blocco, piani poi effettivamente presentati e descritti alla riunione del 24 marzo 2009. Si apprende ora, invece, che, nonostante le assicurazioni degli Uffici e del Servizio Giuridico, l’Autorità non ha alcuna intenzione di intervenire per garantire il ripristino della legalità. A questo punto è giocoforza ritenere che l’Autorità non abbia mai avuto alcuna seria intenzione di intervenire e che le attività svolte abbiano avuto scopo meramente dilatorio. Ad ogni modo, in considerazione di quanto sopra e del contenuto della nota in oggetto, con la presente lo scrivente Comitato rivolge e reitera la richiesta a tutti i soggetti pubblici e privati in indirizzo, ciascuno per quanto di competenza – richiesta già formalmente inoltrata più volte, anche tramite Ufficiale Giudiziario – di rimozione immediata del blocco permanente di chiamata, in ottemperanza alla sentenza in oggetto e alla vigente disciplina di settore. In considerazione dei pregiudizi patiti dai propri iscritti a causa dell’illegittima applicazione del blocco permanente dal 1 ottobre 2008 e dell’illecito mantenimento del blocco stesso dal 10 dicembre 2008 in poi, lo scrivente denuncia che la perseveranza nell’illecita applicazione del blocco concreta una pluralità di violazioni di legge (D.Lgs. 259/2003) e di regolamento (D.M. 145/2006), violazioni che si chiede nuovamente e con forza alle Amministrazioni in indirizzo di perseguire e sanzionare come per legge, ciascuna per quanto di competenza. In caso di mancata, parziale o inesatta ottemperanza, il COSTT e/o ciascuno dei suoi iscritti promuoveranno ogni più opportuna iniziativa a tutela dei propri interessi, in ogni sede, incluse quella giudiziale in via cautelare e d’urgenza, nonché quella penale in relazione alla mancata esecuzione dell’ordine dell’Autorità Giudiziaria".
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