BT Movio, la tv mobile ha fatto flop

A meno di un anno dal lancio British Telecom avrebbe deciso di chiudere BT Movio, servizio wholesale (BT lo rivende cioè ad altri operatori, Virgin Mobile in questo caso) di televisione mobile e radio digitale integrata in uno stesso flusso


da Radio Passioni

Non mi ero per accorto della notizia, diffusa già a fine luglio. A meno di un anno dal lancio British Telecom avrebbe deciso di chiudere BT Movio, servizio wholesale (BT lo rivende cioè ad altri operatori, Virgin Mobile in questo caso) di televisione mobile e radio digitale integrata in uno stesso flusso. Movio viene diffuso con il sistema DAB-IP, una estensione del DAB/Eureka 147 che permette di “incapsulare” stream applicativi IP nella trama dei bit trasmessi. Servizio che non passa attraverso l’infrastruttura 2/3G bensì per l’infrastruttura terrestre DAB, come spiega il comunicato originale: the BT Movio service is broadcast via the existing national commercial DAB digital radio network. Covering more than 85 per cent of the UK population, this provides BT Movio with a near-national footprint at launch.

Com’è andata a finire dopo il debutto commerciale di Movio, all’inizio di settembre del 2006? E’ finita male, malissimo. Il succo è che Movio non se l’è filato nessuno, è uscito un solo terminale, ci sono stati seimila abbonati ufficiali. A fine 2007 si spegne tutto e si pensa ad altro. Un flop di proporzioni talmente convincenti da spingere la stessa Bt ad azzerare tutto. «BT can confirm that following a review of its wholesale solutions, the decision has been made not to continue with the Movio service,» dice un portavoce pochi mesi dopo che BT e Virgin Mobile avevano diffuso statistiche ottimiste, soprattutto per l’ascolto della radio DAB. Non è solo Virgin Mobile a dirsi deluso, è BT come fornitore wholesale. Movio chiude senza neppure una prova d’appello con un altro operatore. Non è un modello di automobile che non ha avuto successo, non è un concessionario che non ha saputo venderlo. E’ un’intera tecnologia che non resiste alla prova del mercato. Houston, we have a problem. Movio è, insieme, TV mobile e radio digitale, “servizi interattivi”… Non li ha voluti nessuno.
Ripercorriamono le tappe di questo straordinario insuccesso.

Annuncio BT 12 gennaio 2006:

BT Movio pilot reveals consumer thirst for the UK’s first broadcast digital TV to mobile service

Results from BT’s pilot of its broadcast digital TV to mobile service, BT Movio – formerly known as BT Livetime – have demonstrated clear consumer demand for broadcast digital TV and radio to mobile phones when the service becomes available in the UK later this year. The pilot – the largest of its kind undertaken in Europe – revealed that two thirds of customers would be prepared to pay up to £8/month for the innovative BT Movio service on their current mobile network, creating new revenue streams for mobile operators.
Annuncio BT 7 settembre 2006:

The UK’s most popular TV channels star in BT’s new mobile TV Service

BT today announced the launch of its new wholesale mobile broadcast entertainment service, BT Movio, with BBC One, ITV1, Channel 4 and E4 confirmed as the initial TV channel line-up. The BT Movio service is the first wholesale offer in the world to combine live TV, DAB digital radio, a seven-day programme guide and ‘red button’ interactivity for mobile phones.
A fine luglio, alt.radio.digital riferisce che un rapporto dell’Independent parla della decisione da parte di BT di chiudere baracca e burattini sul DAB-IP. Successivamente sono arrivate conferme come questa di MBMagazine:

BT Closes Movio
Wednesday, 22 August 2007

Due to poor take-up of the service BT are closing down their mobileTV offering BT-Movio less than a year after it was launched, and is due to stop broadcasting at the start of next year.
The only customer for BT Movio was Virgin Mobile who had only released one handset, the Lobster. However, despite heavy marketing featuring pin-up Pamela Anderson costing £2.5m sales were poor.
A spokesman for Virgin said there were 24,000 of the DAB-IP enabled handsets in use – manufactured by HTC – with only 6,000 of these using the mobile TV service.
“BT can confirm that following a review of its wholesale solutions, the decision has been made not to continue with the Movio service,” a statement from the company said on Thursday.
“BT is discussing the timescale for the closure of the service with Virgin Mobile. While the feedback from users on the service has been complimentary, Movio sales have been slower than originally expected mainly due to a lack of compatible devices from the big brands. This in turn has been caused by the fragmented nature of the mobile TV market and hesitancy on the part of the main network operators as they seek to fill their own largely under-utilised 3G networks.”
The final nail in the coffin for the DAB-IP based Movio was the recent backing of DVB-H by the European Commission. Although ‘Digital Video Broadcasting – Handheld’ could offer more channels the spectrum availability was on shaky ground until last week when the EC said it would force member states to adopt the standard.
BT will review market conditions for a DVB-H service periodically in the future but we would expect the technology and spectrum situation to be different.
Le cifre fornite da MBMagazine sono a dir poco imbarazzanti per una compagnia di tal calibro che scivola grossolanamente su baggianate del tipo: “Due sperimentatori di Movio su tre si dicono disposti a pagare 8 sterline al mese per questo innovativo servizio”. Che cosa c’è di innovativo nella televisione, di grazia? Il fatto che sia trasmessa attraverso una infrastruttura radio? Lo straordinario plus di uno schermo di due pollici che nemmeno una gita sociale delle talpe masochiste avrebbe preso in considerazione? Quando, quando, QUANDO ingegneri ed “esperti” di marketing capiranno che non gliene frega niente a nessuno delle infrastrutture avanzate e degli standard? Puntualmente, il mirabile servizio, accessibile attraverso un unico (e orrido) modello di cellulare (realizzato da HTC, non da dilettanti allo sbaraglio), è riuscito a convincere la bella cifra di 24 mila persone (non ci crederò mai, sicuramente sono 2.400) di cui appena 6 mila utilizzavano il servizio di TV mobile (ah, ah, ah, se erano 600 tutto grasso che cola).
In casi come questi, gli americani cercherebbero di fare un post mortem, una autopsia. Che cosa è andato storto? Probabilmente un insieme di cose. Troppa fiducia nella strampalata idea che la televisione possa avere lo stesso seguito nella tasca così come nel soggiorno. Non è così e per il momento non si capisce ancora che cosa ci si debba mettere dentro per rendere appetibile il “tvfonino”. Poi l’aver scelto un sistema abbastanza astruso, mentre tutt’intorno DVB-H e T-DMB si consolidano attirando consensi da parte dell’industria del silicio e dei componenti (il che la dice lunga anche sulla fiducia, forse eccessiva, che nutriamo un po’ tutti per il software defined radio: dovremmo andarci più cauti). Infine una seria incapacità di annusare le reali esigenze di mercato. In questo settore gli operatori sono strani. Fanno migliaia di “trial” con le cosiddette “utenze amiche”. Da questi infiniti trial spunta ogni tanto qualche prodotto o servizio commerciale, che puntualmente si rivela un flop. I casi sono due. O imparate a riconoscere i potenziali di mercato concreti, o vi adeguate all’idea del mercato della coda lunga e cominciate ad affinare la capacità ci vendere non cinque ma cento servizi.
Ma stiamo uscendo dal seminato, qui non ci interessano i VAS degli operatori mobili. Restiamo in quello della radio e della tv digitale. Un commento sulla fine di Movio è stato raccolto da Electronics Weekly in una intervista con Ralph Weir, responsabile del marketing di Mirics Semiconductor. Ho citato più volte questa startup inglese che sviluppa i chipset per la costruzione di dispositivi di ricezione multistandard (ricordate, poco tempo fa, i cenni ai progetti di Mauro Fantin di Visionee? ). Secondo Weir il flop di Movio è dovuto alla debolezza del DAB-IP rispetto ai protocolli rivali e ai difetti dell’unico telefonino compatibile col sistema, il Lobster (aragosta), all scarsità di risorse allocate (il 30% dei multiplex DAB). E c’è l’ennesima brutta notizia per RadioScape, dopo la dismissione del Sangean DRM40, perché anche i chipset DAB-IP del Lobster erano suoi.
Ma temo che le ragioni siano più complesse e non c’entrino col silicio. E devo dire che la cosa non mi piace per niente. Il rischio, nel caso della radio, è che si ceda alla tentazione di imporre il digitale ex-lege, come è stato fato per la tv terrestre. Con la tv che conosciamo i vantaggi del digitale sono percepibili, è obiettivamente difficile rimpiangere l’analogico (io non faccio parte del partito complottardo dell’equazione tv digitale=pay tv). Ma nel caso della radio, a mio modesto parere, ha molto più senso mantenerla in parte analogica. Purtroppo, in un mercato veramente aperto, vendere i servizi digitali si sta rivelando più difficile del previsto. Non basta scrivere “digitale” sulla scatola per piazzare qualsiasi cosa. Questo rende nervosi i produttori, che fanno pressioni sui parlamenti che approvano gli spegnimenti ex-lege. L’unica cosa che può ancora salvare la radio analogica, paradossalmente, è il successo del digitale. Speriamo che imparino a venderlo.

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