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Calcio: quale ruolo per le Tv locali?

Un documento e un’audizione dell’associazione FRT segnalano i problemi e i possibili sviluppi per ciò che riguarda il rapporto fra lo sport più amato dagli italiani e le Tv locali del nostro Paese


www.millecanali.it/mc/newseventi/news/dettaglio/index.asp?id=20011

Mentre c’è ancora molta confusione sui diritti di Serie B (Sportitalia sembra in procinto di uscire di scena in questo settore), alcune interessanti proposte per ciò che riguarda il calcio e le Tv locali sono state formulate recentemente dall’associazione Frt. Vediamo il relativo comunicato:

«Il 27 settembre, presso la VII Commissione della Camera, si è tenuta un’audizione sulle tematiche relative alla gestione dei diritti televisivi delle partite, nel corso della quale il Presidente dell’Associazione Tv locali FRT, Maurizio Giunco, ha sottolineato i punti di interesse per il settore, indicati in un documento consegnato alla Commissione che qui di seguito si riassume.

Per quanto riguarda la gestione dei diritti collettivi centralizzati (previsti dal ddl di delega del Governo per il solo mercato nazionale) la posizione delle tv locali FRT è di assoluta neutralità. Quanto ai contenuti del prodotto audiovisivo, va consentito alle emittenti singole, consorzi e circuiti di poter concorrere liberamente in sede di offerta, anche in ragione del loro ruolo di servizio sul territorio. A tal proposito, soprattutto per il campionato di serie B e la coppa Italia Tim è accaduto che grandi operatori nazionali – in primis la Rai – abbiano acquistato il pacchetto completo delle partite senza però diffonderle tutte, con grave danno per l’informazione del territorio. In tal caso sarebbe opportuno prevedere un obbligo di messa a disposizione delle singole partite – dietro ragionevole corrispettivo – in favore di una o più Tv locali del bacino di riferimento interessate alla diffusione.
La questione è di stringente attualità per la già citata coppa Italia Tim, il cui pacchetto completo non è stato ancora acquistato (ma sembra non vi siano interlocutori disposti a farlo ai prezzi richiesti). Le numerose partite della prima fase, che hanno interessato praticamente tutto il territorio, non sono andate in onda perché la Lega Calcio non ha consentito il loro acquisto singolo. Permettendo invece la vendita delle singole partite, le emittenti locali potrebbero garantirne comunque la visione.

In realtà, per quanto riguarda in genere l’emittenza locale, il ddl di delega la cita esclusivamente ai fini di un sua generica salvaguardia; sarebbe invece auspicabile che tale difesa d’ufficio si concretizzasse in linee di indirizzo e disposizioni chiare e concrete, tenendo conto del ruolo di informazione generalista e gratuita svolto da tali emittenti al servizio dei cittadini. Per tali ragioni sarebbe opportuno che la differita integrale delle partite sia accessibile agli operatori locali a condizioni di particolare economicità. Analogo ragionamento va fatto per gli highlights, un prodotto fondamentale per le trasmissioni del palinsesto delle Tv locali incentrate sul calcio, sulla cui diffusione in chiaro le emittenti svolgono spesso un servizio utile agli utenti.

Quanto alle library, che il disegno di legge di delega ha lasciato alla disponibilità delle singole società, si teme che la loro commercializzazione in forma esasperata possa essere causa di impedimenti all’esercizio del diritto di informazione. Sono quindi auspicabili interventi tali da garantire il libero accesso, quantomeno sulle immagini di grande notorietà e per gli highlitghs e gli altri prodotti già acquistati.
Da ultimo andrebbe maggiormente tutelato il libero esercizio del diritto di cronaca in forme tali da non limitare il diritto di accesso e di informazione delle emittenti».