Carta dei doveri delle amministrazioni pubbliche

Con 163 voti favorevoli e 107 contrari, il Senato, nella seduta del 25 ottobre 2011, ha approvato il disegno di legge "Delega al Governo per l’emanazione della Carta dei doveri delle amministrazioni pubbliche" (S. 2243-ter).

La delega prevede che, entro 6 mesi dalla data di entrata in vigore della legge, al fine di definire i doveri generali delle amministrazioni pubbliche e dei loro dipendenti nei confronti dei cittadini, il Governo dovrà adottare uno o più decreti legislativi che individuino: le disposizioni che costituiscono princıpi generali dell’ordinamento, ai quali le regioni e gli enti locali, compresi gli enti del Servizio sanitario nazionale, si adeguano negli ambiti di rispettiva competenza; i livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale ai sensi dell’articolo 117, secondo comma, lettera m), della Costituzione. Entro dodici mesi dalla loro entrata in vigore, potranno essere adottati ulteriori decreto legislativi recanti disposizioni integrative o correttive. I decreti dovranno essere adottati previa intesa in sede di Conferenza unificata (previo parere della medesima Conferenza per quanto riguarda i decreti concernenti disposizioni correttive) e sentito il Garante per la protezione dei dati personali. Inoltre dovranno essere sottoposti al parere delle competenti commissioni parlamentari, che si esprimono entro 30 giorni; decorso tale termine i decreti legislativi potranno essere comunque emanati. La delega deve essere esercitata, senza oneri a carico della finanza pubblica, in conformità ai principi e criteri direttivi (articolo 2, comma1 dello stesso disegno di legge) quali, ad esempio:  assumere la trasparenza quale fondamentale principio cui l’attività delle amministrazioni pubbliche si uniforma attraverso l’uso delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione; stabilire che i rapporti con le amministrazioni pubbliche sono improntati ai princi pi della leale collaborazione e della buona fede e che l’azione amministrativa deve svolgersi con il minor aggravio possibile di obblighi, oneri e adempimenti a carico degli interessati e dei terzi, anche fornendo loro aiuto per individuare l’ufficio competente; utilizzare sempre un linguaggio semplice e chiaro; garantire la completa attuazione dei progetti di dematerializzazione dei documenti e delle procedure, di interoperabilità dei sistemi informativi e di condivisione delle banche di dati fra tutte le amministrazioni pubbliche; garantire agli utenti l’accesso più facile e rapido alle informazioni e ai servizi e obbligo per le amministrazioni di rispondere ai reclami; obbligo delle amministrazione di fornire le informazioni per l’individuazione degli uffici competenti, compreso l’ufficio preposto alla segnalazione dei disservizi; prevedere, ferma restando l’eventuale responsabilità penale, una specifica responsabilità amministrativa e contabile per i dipendenti delle amministrazioni pubbliche e dei concessionari della riscossione che avanzano, con dolo o con colpa grave, indebite richieste di pagamento. Con riferimento alla Carta dei doveri delle amministrazioni pubbliche, il Dipartimento della funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei Ministri, dovrà realizzare un piano di comunicazione volto a promuovere la conoscenza della Carta, e definire forme di monitoraggio e di valutazione dell’osservanza dei precetti contenuti nella Carta. La Commissione per la valutazione, la trasparenza e l’integrità delle amministrazioni pubbliche, a sua volta, predisporrà un rapporto annuale al Parlamento su tali attività di vigilanza.  Le amministrazioni pubbliche, entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, adottano direttive che contemplano il dovere di cortesia e di disponibilità, sulla base delle linee guida emanate Dipartimento della funzione pubblica entro sei mesi dalla medesima data di entrata in vigore. Il provvedimento, che passa ora all’esame della Camera, risulta dallo stralcio degli articoli 41, 42 del ddl S. 2243 deliberato nella seduta del Senato del 28 giugno 2011, a sua volta nato dallo stralcio di alcune norme contenute nel ddl C. 3209 deliberato nella seduta della Camera del 2 marzo 2010, che conteneva, oltre alla delega al Governo per la redazione della Carta dei doveri delle PA, disposizioni in materia di semplificazione dei rapporti della pubblica amministrazione con cittadini e imprese. Tale provvedimento, Collegato alla legge di bilancio per l’anno 2010, era stato approvato dal Consiglio del 12 novembre 2009.
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