Catricalà aggiusta il tiro: i miei giudizi economici, non politici

Il Presidente dell’Antitrust ammette le particolarità italiana del connubio politica-tv


Presente ad una riunione della commissione Trasporti della Camera, Antonio Catricalà (foto), presidente dell’Antitrust, ha leggermente corretto le affermazioni rilasciate nei giorni scorsi alla trasmissione “In mezz’ora” di Lucia Annunziata. Allora Catricalà aveva “ammonito” il ddl Gentiloni, ritenendolo lesivo della corretta concorrenza nel mercato, in quanto “asimmetricamente penalizzante” per un solo attore del mercato stesso, ossia Mediaset. Nell’intervento di ieri, invece, l’ex magistrato non ha mancato di sottolineare i molti aspetti positivi che, in ogni caso, contraddistinguono il ddl Gentiloni: sprint verso il digitale e allineamento agli standard europei. Ma è tornato anche sulle sue parole di qualche giorno fa, spiegando che “suscita perplessità il limite ai ricavi derivanti dalla raccolta pubblicitaria in quanto possibile freno alla crescita interna. Non è sufficiente, però, rilevare un determinato livello di quota di mercato ma è necessaria un’analisi approfondita caso per caso di tutta una serie di elementi ulteriori, quali ad esempio l’esistenza di barriere all’ingresso di nuovi operatori”. Continua Catricalà: “togliendo il 20% della raccolta ad un operatore ci vorrebbero vent’anni per recuperare. Si tratterebbe di una misura asimmetrica, ma le mie sono osservazioni puramente economiche. Non sposo un’idea politica o un’altra, come magistrato non l’ho mai fatto e penso che un uomo dello Stato debba servire lo Stato”. . (L.B. per NL)

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