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Cinema e audiovisivo: a Roma partono tutti assieme Videocittà, Festa del Cinema e MIA. Ma il settore è scosso dal potere sempre più forte di Netflix

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Cinema

Roma dai prossimi giorni e praticamente per tutto il resto di questo mese di ottobre sarà ‘la città del cinema e dell’audiovisivo’, grazie a tutta una serie di manifestazioni: Videocittà, la Festa del Cinema e il MIA – Mercato Internazionale dell’Audiovisivo.
Francesco Rutelli, già sindaco di Roma e oggi presidente dell’Anica, ha intanto presentato Videocittà (manifestazione da lui ideata), ovvero ‘la meraviglia delle Immagini in movimento’ (di qualunque tipo), che per 10 giorni porterà a Roma i maestri dei mestieri del cinema italiano e gli artisti internazionali dell’audiovisivo.
La manifestazione, in programma dal 19 al 28 ottobre, prevede 114 eventi, 45 masterclass, 13 ‘statuette’, 1400 studenti, oltre 200 guest star italiane e internazionali, più di 500 protagonisti. Il tutto sotto la direzione editoriale di Tomaso Radaelli, con Main Partner Eni, Intesa Sanpaolo e Linkem e con Main Media & Content Partner la Rai.

Ci saranno, fra le tante cose: un omaggio all’India, Paese partner e ospite della prima edizione di Videocittà, con la presenza del compositore indiano Allah Rakha Rahman, vincitore di due Premi Oscar; la partecipazione dei Premi Oscar Dante Ferretti, Francesca Lo Schiavo, Ennio Morricone, Gianni Quaranta, Pierre Bismuth, Gabriella Pescucci; la proiezione di contributi video restaurati dalla Cineteca di Bologna, fra cui l’inedito ‘Vedute’ di fine ‘800 dei fratelli Lumière; la celebrazione del centenario di Federico Fellini con la proiezione del film ‘Roma’ del 1972 davanti all’Arco di Costantino; un Drive-In all’ombra del Colosseo domenica 28 ottobre.
Ma, in continuità con le nuove forme di produzione audiovisiva, si arriverà fino al presente più vitale, con il coinvolgimento delle star italiane di Youtube: The Pills, collettivo romano attivo dal 2011 dallo stile politicamente scorretto, Maccio Capatonda, Edoardo Ferrario (che ha creato le web series ‘Esami’).

Ancora: Giovanni Allevi, con la sua Masterclass presso l’Ex Dogana il 28 ottobre; un Festival con un contest e una prestigiosa giuria internazionale per 3 giorni a Palazzo Altemps; la visione spettacolare della Capitale realizzata con Fendi che porterà a Roma Laszlo Bordos e il suo Lux Formae (un progetto di mapping architettonico imponente).
Il programma di Videoarte si arricchirà con le Accademie straniere (l’American Academy in Rome, la Real Academia de España en Roma, lAccademia Tedesca di Roma – Villa Massimo, l’Istituto Svizzero di Roma). Infine, Videocittà sarà al centro di una produzione originale con la supervisione del regista Pappi Corsicato e il coinvolgimento degli studenti dell’Istituto Cine-Tv Roberto Rossellini di Roma.

La tredicesima edizione della Festa del Cinema di Roma si terrà invece dal 18 al 28 ottobre presso l’Auditorium Parco della Musica e in altri luoghi della Capitale. La struttura firmata da Renzo Piano sarà il fulcro della manifestazione e ospiterà proiezioni, incontri, eventi, mostre, installazioni, convegni e dibattiti. I 1300 mq del viale che conduce alla Cavea saranno trasformati in uno dei più grandi red carpet al mondo.
Un ruolo importante sarà anche quest’anno svolto dagli Incontri Ravvicinati con autori, attori e protagonisti della cultura italiana e internazionale, dalla Retrospettiva, dai Restauri e dagli Omaggi.
La quarta edizione del MIA è prevista infine dal 17 al 21 ottobre. Il Mercato Internazionale Audiovisivo è diventato un appuntamento fondamentale per i professionisti internazionali che sviluppano, producono e distribuiscono nel mondo contenuti premium (film, serie Tv e documentari) e si è affermato come volano efficace per promuovere il sistema audiovisivo e il territorio italiano. Anche quest’anno il MIA si svolgerà nel Distretto Barberini, tra il rinascimentale Palazzo Barberini, con nuovi e più ampi spazi, le prestigiose sale cinematografiche Barberini e 4 Fontane e l’esclusivo Hotel Bernini Bristol. In questi spazi si articoleranno nell’arco di quattro giorni una serie di eventi molto interessanti sotto il profilo del business.

Parliamo del Co-production Market e Pitching Forum, diventato un punto di riferimento per sceneggiatori, registi e produttori, e degli Screenings, con 4 programmi speciali, di cui ben 3 dedicati all’Italia. La sezione MIA|Cinema riproporrà uno dei suoi appuntamenti più attesi, ‘What’s Next Italy’, dedicato ai film italiani in uscita nel 2019, cui si aggiunge, da quest’anno, ‘C EU Soon’, un approfondimento sui nuovi talenti europei.
I produttori televisivi italiani potranno a loro volta presentare ad una platea internazionale alcuni dei titoli più rilevanti, ancora in fase di sviluppo e/o in produzione, in un appuntamento esclusivo, ma ci sarà spazio anche per i documentari italiani di maggior successo, in un altro showcase esclusivo.
Fin qui questa ‘festa dell’audiovisivo’ romana, molto ricca e articolata. Ma ad animare il settore in questa ‘vigilia’ ci sono le diverse problematiche aperte e le polemiche, che vedono di nuovo Rutelli in primo piano.

Come va intanto il cinema italiano, di cui questo periodico ha già riferito i dati relativi al 2017? “Rispetto all’anno scorso in sala il cinema italiano ha registrato al box office complessivo un + 40% – ha detto fiducioso Rutelli  – . Nel 2017 avevamo registrato invece un – 50%, sul quale aveva pesato il mancato effetto Zalone”, ovvero la mancanza di un titolo di grandissimo richiamo come era stato ‘Quo vado?’ nel 2016.
Quest’anno non avremo un titolo che ha fatto il boom – ha continuato Rutelli – ma una migliore distribuzione di incassi nell’arco dell’anno, grazie ai film, fra gli altri, di Sorrentino e Garrone o a ‘Come un gatto in tangenziale’”.
Al di là di questo, a dominare la scena, provocando molte discussioni e preoccupazioni, è l’attivismo di Netflix, con grandi problemi per ciò che riguarda la distribuzione e il classico sistema delle ‘finestre’, ovvero gli spazi temporali di sfruttamento dei film a seconda delle ‘piattaforme’, con la sala sempre più insidiata dallo streaming e il rischio di scardinare l’intero sistema cinematografico.

Rutelli si è dato molto da dare, concedendo interviste prima al ‘Sole 24 Ore’ e poi ad ‘Affari & Finanza’ di ‘Repubblica’.
“Il Governo deve definire regole importanti per il mondo del cinema italiano – ha detto il presidente dell’Anica – . Sono norme che riguardano anche le Tv, i broadcaster italiani, la Rai e Mediaset in primis ma anche Sky, che ha appena cambiato proprietà. Si sta per formare un tavolo, perché, come ogni filiera industriale, abbiamo bisogno di norme e decisioni condivise. E vorremmo che a questo tavolo ci fosse anche Netflix. Ci deve essere”.
Proprio su quest’ultimo problema e sul sistema delle ‘finestre’ che Netflix può insidiare o cancellare, Rutelli ha commentato: “Le finestre danno la scansione per cui un film esce prima nelle sale, poi si passa alla sfruttamento ad acquisto singolo, il dvd, o l’acquisto online del singolo titolo, come Chili Tv da noi; poi si passa alle pay tv e allo streaming per abbonamento, ossia Netflix, ma anche Sky Now o Premium e infine alle Tv in chiaro. In Italia finora erano una norma non scritta e così in Germania. Solo in Francia sono fissate per legge. Ne dobbiamo parlare, si deve capire se, come e in che misura renderle più flessibili, ma vanno difese”.

Nelle scorse settimane la questione delle ‘finestre’ era venuta alla ribalta in modo pesante, in particolare per via del film ‘Sulla mia pelle’, sul caso di Stefano Cucchi, con le dimissioni di Andrea Occhipinti della Lucky Red da presidente dei distributori, nell’ambito dell’Anica, e la dura presa di posizione del Consorzio UniCi, che unisce 77 sale indipendenti, per un totale di 410 schermi, ed è il terzo gruppo di esercenti dopo The Space e Uci Cinemas: “In attesa di nuove regole, le nostre sale non proietteranno film in contemporanea con Netflix”.
Dopo il caso di ‘Sulla mia pelle’, uscito in contemporanea in alcune sale e sul web via Netflix (che l’ha finanziato con Occhipinti), è peraltro annunciato quello dello stesso film vincitore del Leone d’Oro a Venezia, ‘Roma’ di Alfonso Cuaròn, mentre con un certo sconcerto si è appreso che un cinepanettone del Natale 2018, ‘Natale a 5 stelle’ di Marco Risi, è stato coprodotto da Netflix fin dall’inizio e sarà anzi, secondo alcuni, il suo primo ‘vero film’ in Italia.
Insomma, il problema di Netflix (e in prospettiva anche di Amazon Prime Video e altri), lungi dal riguardare solo i Festival, mina ormai un po’ le basi di tutto il sistema cinematografico, non solo nel nostro Paese, ovviamente.

Il caso di Andrea Occhipinti e del molto apprezzato ‘Sulla mia pelle’ merita a questo punto una nota a parte. Occhipinti si è dimesso da presidente dei distributori intorno a metà settembre, motivando la sua decisione come segue: “Ho deciso di dimettermi perché la nostra scelta di distribuire ‘Sulla mia pelle’ di Alessio Cremonini in contemporanea nelle sale e su Netflix ha creato molte tensioni tra gli esercenti che lo hanno programmato (pochi) e quelli che hanno scelto di non farlo (molti). II successo del film ha aumentato queste tensioni. Nonostante esistessero dei precedenti in Italia e ci sia un acceso dibattito a livello internazionale, non voglio che una scelta puramente aziendale venga considerata come una posizione della sezione distributori dell’Anica, visto il mio ruolo. Per non creare ombre o imbarazzo ai miei colleghi, ritengo quindi opportuno lasciare la carica di presidente”.
Insomma, una fuga in avanti che a molti non è piaciuta. Occhipinti tuttavia ha voluto anche ricordare, lasciando la carica, alcuni punti positivi conseguiti: “Lascio la carica dopo cinque anni di intenso lavoro, di impegno e passione che hanno contribuito a tagliare molti traguardi: la condivisione del percorso che ha portato all’approvazione e all’entrata a regime della nuove legge cinema, strumento fondamentale per il nostro settore; la creazione del MIA, che ha riportato in Italia e a Roma un moderno mercato dell’audiovisivo; la riforma del David di Donatello; il dialogo concreto instaurato con le major per poter normalizzare in Italia la distribuzione durante tutto il corso dell’anno; i successi ottenuti in ambito europeo sui temi del copyright e della territorialità”. (M.R. per NL).