Commissione vigilanza Rai: appello di 34 europarlamentari

La mancanza di accordo sulla presidenza della Commissione Parlamentare di vigilanza sul servizio radiotelevisivo pubblico e sul seggio vacante nella Corte Costituzionale costituiscono “ulteriori rischi” per le liberta’ fondamentali e per la democrazia


ADUC.it

E’ il testo contenuto nella proposta di risoluzione del Parlamento Europeo preparata dagli eurodeputati radicali Marco Pannella e Marco Cappato, e firmata da 34 europarlamentari di 14 nazionalita’ e cinque gruppi politici (Socialisti, Verdi, Euroliberali, Sinistra Unitaria e un popolare). Il centrodestra italiano e’ invece nettamente contrario, con una forte presa di posizione del presidente della delegazione del Pdl-Fi nel gruppo del Ppe, Stefano Zappala’, secondo cui si tratta di una questione puramente nazionale, strumentalizzata dall’opposizione.
Nella bozza di risoluzione, depositata oggi ai servizi dell’Europarlamento, si legge che “la Corte Costituzionale e la Commissione di vigilanza servizi radiotelevisivi svolgono compiti essenziali nell’ambito dell’ordinamento italiano”, nonche’ le parole di Napolitano secondo cui l’elezione del giudice costituzionale e del presidente della Commissione di vigilanza sono “obblighi cui il Parlamento non puo’ ulteriormente sottrarsi”.
Ragioni per cui nella bozza si “chiede al Consiglio di constatare che esiste nella Repubblica italiana un evidente rischio di ulteriore violazione grave dei principi di liberta’, democrazia, rispetto dei diritti dell’uomo e delle liberta’ fondamentali, e dello stato di diritto, principi che sono comuni agli Stati membri”.

Durissimo Zappala’, che ha gia’ scritto al presidente della Commissione Liberta’ Pubbliche, il belga Gerard Deprez, e a tutti i membri dell’organo, che sara’ quello che dovra’ esaminare la proposta di risoluzione prima di arrivare in aula.
Secondo il capogruppo di Forza Italia, “ci vorra’ ancora del tempo”. E comunque, ha dichiarato, “tale risoluzione e’ assolutamente inopportuna, visto che si tratta di una questione che rientra esclusivamente nell’ambito della sovranita’ nazionale e in cui il Parlamento Europeo non c’entra assolutamente niente”.

Del resto, ha aggiunto con una punta di polemica, “siamo alle solite, l’opposizione, soprattutto l’estrema sinistra che non e’ piu’ rappresentata nel parlamento nazionale, cerca di utilizzare Strasburgo per questioni interne”. Zappala’ si dice sicuro che il Ppe non votera’ a favore della risoluzione. E in effetti si puo’ osservare che dei popolari figura una sola firma in calce alla proposta di risoluzione, quella del tedesco Sajjad Karim, fino a un anno fa membro del gruppo degli euroliberali.

Tutti gli altri sono esponenti del centrosinistra o degli euroliberali. Nessun esponente del gruppo Unione Europa delle Nazioni (cui appartiene An), d’altro canto, ha apposto la sua firma al testo.
Alcuni euroliberali, che il vicepresidente del Parlamento Europeo Mario Mauro, eurodeputato per il Pdl-Fi, ha partecipato a uno sciopero della fame a sostegno del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano alternandosi con Luisa Morgantini, anche lei vicepresidente, e la verde Monica Frassoni. “La partecipazione di Mauro allo sciopero della fame – ha pero’ tagliato corto Zappala’ – non c’entra niente con la proposta di risoluzione”.

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