Contributi pubblici: i big più sovvenzionati dei giornali di partito

In base alla legge sull’editoria tutti (o quasi) i quotidiani italiani ricevono aiuti dallo Stato. Spiccano Corriere, Sole 24 Ore e Repubblica


Molti quotidiani, in passato, avevano intrapreso battaglie – anzi, vere e proprie crociate – contro il finanziamento pubblico ai giornali, accusato di essere qualche volta mal gestito, oggetto di presunte frodi e cattiva distribuzione. Certo, è opinione diffusa che siano gli organi di partito i prevalenti beneficiari di tali finanziamenti, tanto che i suddetti quotidiani ed alcune trasmissioni televisive ne avevano parlato come una sorta di “parassiti” dell’informazione che, in virtù di favoritismi e clientelismi, finisce per tramutarsi irrevocabilmente in informazione faziosa. Ma, a dispetto, del pensiero comune, le cose non stanno propriamente così. Un’indagine del quotidiano di informazione economica ItaliaOggi ha rivelato, infatti, che coloro che ricevono i finanziamenti più sostanziosi dalla presidenza del Consiglio dei Ministri sono proprio i quotidiani più diffusi, blasonati ed economicamente forti. In cima a questa classifica troviamo la casa editrice Rcs, che riceve ogni anno 23,5 milioni di euro per i propri due quotidiani di punta: il Corriere della Sera e la Gazzetta dello Sport. Subito dietro si piazza Confindustria, che riceve oltre 19 milioni l’anno per finanziare il Sole 24 Ore. Gradino più basso del podio, invece, per Espresso-Repubblica, i cui 16 milioni occorrono a sovvenzionare non solo il quotidiano di punta ma anche il periodico L’Espresso e la catena dei giornali locali Finegil. Ancora dietro il terzetto che guida l’editoria quotidiana del nostro Paese, troviamo un outsider, un quotidiano né di partito né di punta: l’Avvenire, appena 100mila copie di tiratura ed oltre 10 milioni annui di finanziamento. Bisogna, insomma, superare questo quartetto per trovare il primo quotidiano di partito, uno di quelli maggiormente bersagliati dalla critica: L’Unità, 9 milioni all’anno.
Abbiamo visto, perciò, come l’opinione comune circa i finanziamenti non sia del tutto esatta. Ma questo non è certo un dato positivo: la situazione reale è ancor peggiore di quella avvertita dalla gente. Un plauso, allora, al Messaggero: la voce di Roma, a fronte di una tiratura di oltre 300mila copie giornaliere, riesce a portare avanti la baracca in quasi totale autonomia, attestandosi nelle ultime posizioni della classifica dei finanziamenti (riceve poco più di un milione l’anno), subito dietro La voce di Romagna, il Corriere di Firenze e Il Sannio quotidiano. Questa è informazione libera. (Giuseppe Colucci per NL)

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