Crisi, manovra bis: Pardi (IDV), no a privatizzazione RAI, sì ad asta per frequenze dividendo digitale interno

"Il governo sta utilizzando la manovra per provare a portare a casa una serie di provvedimenti che altrimenti non sarebbe mai riuscito a far accettare. Attraverso questo sistema passano, ad esempio, tutte le riforme sul mercato del lavoro e l’abrogazione delle feste laiche.

A queste norme, già contenute nella manovra, molti pensano di inserirne un’altra, non meno pericolosa e dannosa: la privatizzazione della Rai che altro non è che il compimento di una parte importante del piano P2 di Licio Gelli".  Lo ha detto il capogruppo dell’Italia dei Valori in commissione di Vigilanza, Pancho Pardi. "Non siamo pregiudizialmente contrari alle privatizzazioni ma riteniamo che definire per decreto un passaggio epocale come questo sia un tentativo del tutto strumentale di favorire il principale concorrente della rete pubblica che, non ci stancheremo mai di ripeterlo, riveste i panni del presidente del Consiglio. Insomma, una manovra così onerosa per il Paese dovrebbe servire anche da stimolo per liberare energie e risorse importanti. In questa direzione andrebbe la vendita all’asta delle frequenze del digitale terrestre che aumenterebbe la libera concorrenza nel mercato dell’informazione. Invece le frequenze saranno regalate. Mettere in vendita la Rai, invece, va esattamente nella direzione opposta, impoverisce l’offerta culturale già castrata dalle politiche aziendali che fanno capo al centrodestra e favorisce esclusivamente Berlusconi. Per questo – ha concluso Pardi – ci opporremo con tutte le nostre forze". (IRIS)
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