Dacia Maraini si scaglia inopportunamente contro Radio Maria dalle pagine del “Corriere”

Dure, quanto infondate, accuse della nota scrittrice fiorentina contro l’emittente religiosa, rea (a dire della scrittrice) di interrompere la fruizione di altre radio


L’uso della ripetizione, lo voglio ricordare, è tipica delle formule magiche” – sostiene, questa mattina, Dacia Maraini (foto), nella sua rubrica nella pagina delle opinioni sul “Corriere della sera”, in riferimento a pretese continue sovrapposizioni del segnale di Radio Maria su altre emittenti (circostanza del tutto infondata dal punto di vista tecnico, salvo il caso di interferenze croniche, va da subito precisato da parte nostra) – “Si fa ciondolare un pendolo, si ripete una frase cento volte, finché non perde il suo significato originale, si indirizzano il pensiero e la parola verso un luogo sospeso che porta all’inerzia e alla paralisi mentale. Così si impedisce la germinazione di pensieri propri e si consente la resa ai poteri altrui”. La scrittrice fiorentina, quindi, critica acremente le tecniche che, a suo dire, Radio Maria utilizzerebbe per inserirsi, sovrapporsi ed ostacolare le trasmissioni delle altre emittenti in giro per l’Italia. Addirittura si tratterebbe di tecniche collaudate e studiate a tavolino, secondo l’ex compagna di Alberto Moravia, con il fine ultimo di inculcare nelle menti degli ascoltatori i dettami, le preghiere, le omelie che popolano il palinsesto della radio ecclesiastica (come se ve ne fosse bisogno, posto che la società in cui viviamo fa già abbastanza per “reclutare” perfetti cristiani in tante altre maniere…).
L’“arroganza” (così lei la definisce) di Radio Maria, però, non va proprio giù alla scrittrice, specie in considerazione del fatto che la radio ha già una buona fetta di ascoltatori affezionati, che la seguono giornalmente (con una prevalenza schiacciante di popolazione a bassa istruzione, proveniente in massima parte da piccoli centri del sud della penisola e con un’età media straordinariamente alta rispetto alla media delle altre emittenti) e la sua intrusione all’interno di altre trasmissioni radio darebbe una vaga sensazione di assomigliare a quella che viene esageratamente chiamata “propaganda totalitaria”. Ovviamente le considerazioni della Maraini sono, come dicevamo in apertura, del tutto destituite di fondamento sotto il profilo tecnico e giuridico, sicché se interferenze vengono provocate dai trasmettitori di Radio Maria esse non hanno certamente origine dolosa e sono la naturale conseguenza, sotto gli occhi, anzi le orecchie, di tutti noi della mancata pianificazione della FM italiana e non già di quali oscure manovre fantareligiose. L’eccessiva esternazione della scrittrice, che riportiamo solo per dovere di cronaca senza per nulla condividere, va quindi letta controluce, senza attribuire ad essa la pretesa oggettività tecnica che si arroga inopportunamente. Di superficialità nel settore mediatico c’è ne è già abbastanza. Non sembra il caso di aggiungerne altra.

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