Discografia e musica online, due mercati inversamente proporzionali

Pubblicata il nuovo rapporto sull’Economia della Musica in Italia


Il Centro Ask dell’Università Bocconi di Milano, in collaborazione con Dismamusica (Associazione distribuzione industria strumenti musicali e artigianato), Fem (Federazioni editori musicali) e Scf (Società consortile fonografici), ha pubblicato la terza edizione del rapporto sull’Economia della Musica in Italia. L’obiettivo è quello di tracciare un profilo accurato riguardo ai soggetti e ai movimenti che sono soliti caratterizzare il mercato musicale italiano. Il Centro Ask (“Art, Science and Knowledge”, “arte, scienza e conoscenza”, ndr), nell’introduzione della sua pubblicazione annuale, ricorda di aver dovuto ampliare il campo di ricerca a causa dei notevoli cambiamenti operati dalle ICT (Information and Communications Technology), ovvero da quella convergenza di informatica e telematica il cui scopo primario è quello di creare nuovi modi per trasmettere l’informazione. Tra le altre cose, il Rapporto 2007 non indaga solo entro il segmento discografico, ma anche nei settori di produzione e distribuzione di strumenti musicali, di spettacoli musicali dal vivo e di consumo audio elettronico. Inoltre, la nuova versione della ricerca bocconiana analizza anche il ruolo, fondamentale nel mercato preso in considerazione, delle “collecting societies”, cioè di tutti quegli intermediari che esercitano la funzione di raccolta e redistribuzione dei flussi di valore legati ai diritti. Le novità dunque non mancano e sono in qualche modo indispensabili, in un’area di business in continua evoluzione e crescita. A confermarlo sono anche i dati, in particolare quelli relativi alla diffusione della musica online (crescita al 116%, passando da 3,2 a 6,9 milioni di euro), a discapito della discografia tradizionale, la cui distribuzione subisce, un’altra volta, un pesante calo (18,1% in meno). Il mercato degli strumenti musicali registra invece un sensibile aumento, esattamente del 4,4%, per un introito totale di 350 milioni di euro (la ricerca non specifica la provenienza, tanto meno la qualità, degli strumenti citati. Un dato, questo, che potrebbe rilevare altre informazioni importanti, se non fondamentali, sulla tipologia dei consumi e degli acquirenti interessati, ndr). L’espansione di questa fetta del mercato musicale ha spinto Antonio Monzino, presidente di Dismamusica, a proporre al governo una politica di sostegno della pratica musicale, che consideri addirittura bonus fiscali per tutti gli studenti della scuola primaria che acquistano strumenti a scopo didattico.
La versione completa del report “Economia della Musica 2007” è scaricabile gratuitamente dal sito www.sfcitalia.it. (Marco Menoncello per NL)

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