Negli Stati Uniti cresce il programmatic – la compravendita automatizzata e in tempo reale di spazi pubblicitari online, che utilizza software e dati per mostrare annunci targettizzati – negli investimenti pubblicitari audio: raddoppia l’adozione in quattro anni e si apre la prospettiva di una convergenza tra digitale e radio via etere.
Sintesi
Negli Stati Uniti il programmatic audio sta registrando una crescita significativa, raddoppiando la propria adozione in quattro anni e raggiungendo l’82% degli operatori nel 2026.
Il passaggio dal manual buying all’automazione segna un cambio di paradigma nel mercato pubblicitario audio. La crescita è stata particolarmente accelerata nell’ultimo anno, con un incremento del 17%, segno di una fase di maturità del settore.
A trainare lo sviluppo sono soprattutto le campagne orientate alla performance, che richiedono misurabilità e ottimizzazione in tempo reale. Il mercato è dominato da grandi piattaforme come Google, Amazon e The Trade Desk, che stanno consolidando un ecosistema sempre più integrato.
Podcast e streaming rappresentano i segmenti più dinamici, rendendo l’audio digitale un asset centrale nelle strategie media.
In prospettiva, il programmatic è destinato a estendersi anche alla radio broadcast, rendendola acquistabile in modo automatizzato.
L’obiettivo è trasformare l’etere in un mezzo addressable e misurabile, analogamente al digitale. La spesa globale è attesa in crescita fino a circa 2,6 miliardi di dollari nel 2026.
Il quadro complessivo evidenzia una convergenza inevitabile tra radio e digitale, con dati, automazione e misurabilità al centro del nuovo ecosistema audio.

Il programmatic
Il Programmatic Advertising è una soluzione di pubblicità online molto innovativa, sempre più al centro delle strategie di marketing delle aziende, basata su piattaforme tecnologiche che convogliano la domanda e l’offerta di spazi pubblicitari IP, indirizzando in tempo reale e in forma automatizzata il messaggio pubblicitario ad un target molto determinato.
Dal manual buying all’automazione: il cambio di paradigma
Il dato più rilevante che emerge da uno studio di Advertiser Perceptions (elaborato da Westwood One), società americana di strategie di marketing intelligence specializzata nel settore pubblicitario e media, è la rapidità con cui il mercato USA sta cambiando.
Secondo l’analisi, nel 2022 solo il 41% degli operatori utilizzava il programmatic audio, mentre nel 2026 la quota è salita all’82%, segnando di fatto un raddoppio in quattro anni.
Crescita accelerata
Non si tratta di una crescita lineare: tra il 2025 e il 2026 l’incremento è stato del 17%, quasi tre volte superiore al ritmo medio degli anni precedenti. Un’accelerazione che evidenzia come il settore stia entrando in una fase di maturità operativa.

Performance e dati guidano la crescita
Alla base di questo sviluppo c’è un fattore chiave: la crescente centralità delle campagne orientate alla performance. Secondo lo studio di Advertiser Perceptions, l’87% degli operatori focalizzati su obiettivi di performance utilizza il programmatic audio, contro il 74% di chi privilegia strategie di brand.
Tendenza trasversale
Il dato conferma una tendenza già visibile in altri media digitali: l’automazione cresce laddove è possibile misurare, ottimizzare e attribuire risultati in modo puntuale.
Il ruolo delle piattaforme: Google, Amazon e The Trade Desk dominano
Il mercato si sta strutturando attorno a pochi grandi player tecnologici: sul lato della domanda, le piattaforme più utilizzate sono Google Display & Video 360, The Trade Desk e Amazon DSP, che concentrano la maggior parte degli investimenti; sul lato dell’offerta, invece, domina Google Ad Manager, utilizzato dal 69% dei publisher per la monetizzazione dell’inventory audio, con una presenza più distanziata di Amazon Publisher Services, OpenX e PubMatic. Si configura così un ecosistema sempre più integrato e platform-driven.

Podcast e streaming: l’audio digitale come asset centrale
Il programmatic audio si sviluppa in particolare nei segmenti più dinamici del mercato, come podcast e streaming, dove la distribuzione digitale consente un’elevata profilazione dell’utente. Non a caso, tra gli investitori in podcast, le stesse piattaforme dominanti (Google, The Trade Desk, Amazon) risultano essere i principali strumenti di acquisto. L’audio digitale, quindi, non è più un complemento, ma una componente strutturale delle strategie media.
Verso la programmatic broadcast radio: il passaggio decisivo
L’elemento più interessante, in prospettiva, riguarda la possibile estensione del programmatic alla radio tradizionale. Le recenti mosse di Amazon Ads indicano chiaramente la direzione: l’obiettivo è rendere anche l’etere acquistabile in modalità programmatica, integrandolo con dati di prima parte e sistemi di targeting avanzati.
Broadcast addressable e misurabile
Accordi con grandi operatori radiofonici e piattaforme audio stanno andando proprio in questa direzione, con l’intento di trasformare il broadcast in un mezzo addressable e misurabile, analogamente al digitale.

Un mercato in espansione: verso i 2,6 miliardi di dollari
La crescita dell’adozione si riflette anche sui volumi economici: le stime di Advertiser Perceptions indicano che la spesa in programmatic audio digitale potrebbe raggiungere i 2,59 miliardi di dollari nel 2026, in forte aumento rispetto agli anni precedenti.
Prospettive allettanti
Parallelamente, la quota di audio acquistata in modalità automatizzata è destinata a crescere ulteriormente nei prossimi anni, arrivando a rappresentare una parte sempre più rilevante del totale.
Radio broadcast e digitale: convergenza inevitabile
Il quadro che emerge è chiaro: il programmatic non è più un’opzione, ma una componente strutturale del mercato audio. La vera trasformazione, tuttavia, deve ancora compiersi: quella che porterà alla piena integrazione tra radio broadcast e piattaforme digitali, superando la storica separazione tra i due mondi.

Dati, automazione e misurabilità
In questo scenario, la radio non perde centralità, ma cambia natura, diventando parte di un ecosistema in cui dati, automazione e misurabilità definiscono le nuove regole del gioco.
L’audio entra nella fase industriale dell’automazione
L’audio advertising sta attraversando una fase simile a quella già vissuta da display e video: il passaggio da un mercato negoziato a uno automatizzato e data-driven. Il raddoppio dell’adozione del programmatic in pochi anni rappresenta un segnale inequivocabile: il futuro dell’audio, inclusa la radio, sarà sempre più programmabile, misurabile e integrato nelle piattaforme globali.
Partita tra broadcaster, OTT e big tech
E proprio su questo terreno si giocherà la prossima partita competitiva tra broadcaster, OTT e big tech.
Podcast
Qui per ascoltare il podcast di questo articolo. (E.L. per NL)


































