DTT, dividendo interno: Sky non vede ragioni per partecipare a gara. Chi lo farà, quindi?

La dichiarazione è di Eric Gerritsen, executive vice president communication e pubblic affair della società televisiva del gruppo Murdoch. 

"Mettono all’asta tre multiplex e ci dicono che possiamo partecipare solo per uno, il peggiore, voi lo fareste?", ha spiegato Gerritsen ai giornalisti a margine della presentazione del nuovo canale Sky Atlantic. Confermando le supposizioni da subito avanzate da questo periodico, il manager ha aggiunto: "Fatico a trovare buone ragioni per partecipare" Ricordiamo che il 7 febbraio 2014 era stato pubblicato il bando di gara per l’assegnazione di 3 diritti d’uso per frequenze televisive nazionali in DVBT (Gazzetta Ufficiale 5a serie speciale Contratti Pubblici n. 17 del 12/02/2014). Oggetto della gara è appunto la procedura per l’assegnazione di diritti d’uso di frequenze in banda televisiva per sistemi di radiodiffusione digitale terrestre, di cui all’allegato A alla delibera dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, dell’ 11/04/2013, n. 277/13/CONS. A mente della stessa, sono rilasciabili, ai sensi dell’art. 3-quinquies del decreto-legge n. 16/2012, come convertito dalla legge n. 44/2012, e della delibera 277/13/CONS, 3 diritti d’uso per le frequenze per sistemi DVB (DVB-T o successive evoluzioni tecnologiche) su base nazionale, corrispondenti ai 3 lotti in gara per la realizzazione di reti ai fini dell’offerta di servizi pubblici di diffusione televisiva terrestre. In caso di aggiudicazione, gli operatori eventualmente integrati sono obbligati alla separazione societaria in accordo con quanto previsto all’art. 5, comma 1, lett. g), n. 2), del decreto legislativo 177/2005. I tre gruppi di frequenze sono così costituiti: a) lotto L1: multiplex 2-SFN utilizzante i canali 6 e 23 con la configurazione di rete di cui all’Allegato 1 alla delibera 277/13/CONS, come modificato dall’allegato 1 della delibera n. 451/13/CONS (la copertura nominale stimata di popolazione è pari all’89,5%); b) lotto L2: multiplex 2-SFN utilizzante i canali 7 e 11 con la configurazione di rete di cui all’Allegato 1 alla delibera 277/13/CONS, come modificato dall’allegato 1 della delibera n. 451/13/CONS (la copertura nominale stimata di popolazione è pari al 91,1%); c) lotto L3: multiplex 2-SFN utilizzante i canali 25 e 59 con la configurazione di rete di cui all’Allegato 1 alla delibera 277/13/CONS, come modificato dall’allegato 1 della delibera n. 451/13/CONS (la copertura nominale stimata di popolazione è pari al 96,6%). L’aggiudicatario, all’atto della liberazione del canale 59, avrà diritto a una frequenza di analoga copertura e per una durata equivalente del diritto d’uso. 2.3. Gli aggiudicatari sono responsabili della gestione e dell’utilizzo delle frequenze per la realizzazione di una rete di diffusione nazionale e della selezione ed aggregazione di programmi realizzati da fornitori di contenuti da diffondere sulla medesima rete. Le frequenze in gara individuate dal bando sono soggette alle condizioni e ai parametri di utilizzo di cui all’allegato A della delibera dell’Autorità n. 300/10/CONS, e successive modificazioni e integrazioni, ed alle limitazioni del coordinamento internazionale. Le caratteristiche tecniche dei lotti di cui al punto 2.2 sono definite nell’Allegato 1 alla delibera 277/13/CONS, come modificato dall’allegato 1 della delibera n. 451/13/CONS, che costituisce, altresì, modifica del Piano nazionale di assegnazione delle frequenze televisive terrestri in tecnica digitale. All’asta non potranno partecipare Rai, Mediaset e Telecom Italia Media, mentre – come detto – potrebbe farlo Sky per un solo mux, da trasmettere però rigorosamente in chiaro. Ma, anticipando la decisione ora ufficializzata da Gerritsen, scrivevamo su queste pagine ormai diverse settimane fa, il maggior operatore della pay tv italiana probabilmente non lo avrebbe fatto, visto che i non eclatanti risultati di Cielo dimostrano che, da noi, la free tv non fa per Murdoch. Tuttavia, pur complesso da illuminare sul piano radioelettrico, il nostro paese rappresenta pur sempre un bacino d’utenza di più di 22 milioni di telespettatori per un giro d’affari a livello pubblicitario di 3,5 miliardi di euro. Mica pochi. Così, mentre tra i nomi dei possibili acquirenti era stato fatto quello di Cairo, neoeditore de La 7 e soggetto dotato della liquidità necessaria per acquistare un mux da (soli) 30 mln di euro – che in parte potrebbero essere autofinanziati col conseguente risparmio sui canoni di trasporto oggi corrisposti a TIMB – più di qualcuno ha prospettato la possibilità che anche il colosso USA Discovery Channel potesse concorrere all’aggiudicazione di uno dei tre canali nazionali. Discovery, in Italia, ormai rappresenta il quarto operatore nazionale, con uno share superiore al 5%, grazie soprattutto agli ottimi risultati di Real Time e DMax. E che il player statunitense stia piantando solide radici nel Belpaese per operare in autonomia lo dimostrano anche i preparativi per il lancio di una concessionaria pubblicitaria captive (ma che potrebbe operare anche per altri e non solo in ambiente tv). Più che possibile, quindi, che Discovery stia pensando di mettersi in proprio anche come carrier DTT. Del resto, la disponibilità economica per acquistare uno dei multiplexer in gara e per allestire in tempi da record l’infrastruttura di diffusione (il termine massimo è fissato in 5 anni dall’assegnazione) non mancherebbe di certo. (M.L. per NL)
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