DTT, governo sopprime garanzia costituzionale della piena tutela giudiziaria. TAR, da ieri, privato della possibilità di intervenire appieno sui provvedimenti amministrativi relativi ai canali tv

Siamo alla legge marziale. Con la pubblicazione in G.U. (n. 155 del 06/07/2011) del D.L. 98/2011, recante "Disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria", il governo Berlusconi ha di fatto compresso la garanzia costituzionale della tutela giudiziaria di diritti soggettivi ed interessi legittimi. 

L’art. 25 del D.L. 98/2011 (rubricato "Misure in materia di razionalizzazione dello spettro radioelettrico") pone infatti limiti evidenti alla piena possibilità di agire in giudizio per la tutela dei diritti e interessi legittimi (art. 24 Cost.), nella misura in cui stabilisce che gli operatori di rete DTT possano ricorrere al TAR (Lazio, competente funzionalmente) esclusivamente per il risarcimento del danno eventualmente subito a seguito della riassegnazione delle frequenze ex L. 75/2011 (legge di conversione del D.L. 34/2011). Gli stessi giudici amministrativi, con la novella introdotta dal D.L. 98/2011, sono privati dei poteri di intervento cautelare anche alla presenza dei requisiti del periculum in mora e del fumus boni iuris (sospendendo il provvedimento impugnato nelle more della decisione all’esito dell’esame di merito). Così la norma in parola: "i giudizi riguardanti l’assegnazione di diritti d’uso delle frequenze, la gara e le altre procedure di cui ai commi da 8 al 13, incluse le procedure di cui all’articolo 4 del decreto-legge 31 marzo 2011, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 maggio 2011, n. 75, rientrano nella giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo e sono devoluti alla competenza funzionale del TAR del Lazio. In ragione del preminente interesse nazionale alla sollecita liberazione e assegnazione delle frequenze, l’annullamento di atti e provvedimenti adottati nell’ambito delle procedure di cui ai commi da 8 a 13 non comporta la reintegrazione in forma specifica e l’eventuale risarcimento del danno eventualmente dovuto avviene solo per equivalente. La tutela cautelare e’ limitata al pagamento di una provvisionale". In pratica verranno scaricate sui cittadini le conseguenze (in termini di danni da risarcire) di atti illegittimi che il Ministero dello Sviluppo Economico dovesse emettere: non potendo annullare, previo sospensiva, un atto afflitto da vizi di legittimità, i giudici amministrativi non potranno infatti che quantificare danni che, all’evidenza, facilmente saranno di svariati milioni di euro. E’ del tutto evidente che della questione sarà quanto prima investita la Corte Costituzionale, probabilmente già in occasione di alcuni ricorsi in discussione oggi al TAR Lazio, che potrebbe sollevare una questione di legittimità costituzionale. (M.L. per NL)
 
Di seguito il contenuto dell’art. 25 del D.L. 98/2011 (il testo integrale del D.L. è scaricabile in pdf cliccando qui)
 
 
Misure in materia di razionalizzazione dello spettro radioelettrico
 
1. All’articolo 1 della legge 13 dicembre 2010, n. 220, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 8:
1) al terzo periodo dopo la parola: "entro" sono inserite le seguenti: "e non oltre";
2) dopo il terzo periodo, sono inseriti i seguenti: "Alla scadenza del predetto termine, in caso di mancata liberazione delle suddette frequenze, l’Amministrazione competente procede senza ulteriore preavviso alla disattivazione coattiva degli impianti avvalendosi degli organi della polizia postale e delle comunicazioni ai sensi dell’articolo 98 del codice delle comunicazioni elettroniche, di cui al decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259. In caso di indisponibilita’ delle frequenze della banda 790 – 862 MHz, dalla scadenza del predetto termine e fino all’effettiva liberazione delle frequenze, gli assegnatari dei relativi diritti d’uso in esito alle procedure di cui al primo periodo del presente comma hanno diritto a percepire un importo pari agli interessi legali sulle somme versate a decorrere dal 1° gennaio 2013. Il Ministero dell’economia e delle finanze si rivale di tale importo sui soggetti che non hanno proceduto tempestivamente alla liberazione delle frequenze stesse.";
b) al comma 9:
1) al primo periodo, dopo le parole: "per l’attribuzione" sono inserite le seguenti: ", entro il 31 dicembre 2011, in favore degli operatori abilitati alla diffusione di servizi di media audiovisivi in ambito locale,";
2) al medesimo periodo, le parole: "finalizzate a promuovere un uso piu’ efficiente dello spettro attualmente destinato alla diffusione di servizi di media audiovisivi in ambito locale." sono sostituite dalle seguenti: "finalizzate al volontario rilascio di porzioni di spettro funzionali alla liberazione delle frequenze di cui al comma 8";
3) il secondo periodo e’ sostituito dal seguente: "Successivamente alla data del 31 dicembre 2011 le risorse di cui al primo periodo che residuino successivamente all’erogazione delle misure economiche di natura compensativa di cui al medesimo periodo possono essere utilizzate, per le stesse finalita’, per l’erogazione di indennizzi eventualmente dovuti.";
c) al comma 13, sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: "Una quota, non superiore al 50 per cento, delle eventuali maggiori
entrate accertate rispetto alla stima di cui al presente comma sono riassegnate nello stesso anno al Ministero dello sviluppo economico per misure di sostegno al settore, da definire con apposito decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze; una quota del 10 per cento delle predette maggiori entrate puo’ essere anche utilizzata per le finalita’ di cui al comma 9. In tal caso non si applica il limite di 240 milioni di euro ivi previsto.";
d) dopo il comma 13, sono inseriti i seguenti: "13-bis. I giudizi riguardanti l’assegnazione di diritti d’uso delle frequenze, la gara e le altre procedure di cui ai commi da 8 al 13, incluse le procedure di cui all’articolo 4 del decreto-legge 31 marzo 2011, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 maggio 2011, n. 75, rientrano nella giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo e sono devoluti alla competenza funzionale del TAR del Lazio. In ragione del preminente interesse nazionale alla sollecita liberazione e assegnazione delle frequenze, l’annullamento di atti e provvedimenti adottati nell’ambito delle procedure di cui ai commi da 8 a 13 non comporta la reintegrazione in forma specifica e l’eventuale risarcimento del danno eventualmente dovuto avviene solo per equivalente. La tutela cautelare e’ limitata al pagamento di una provvisionale.
13-ter. Nelle more della realizzazione dei proventi derivanti dall’attuazione dei commi da 8 a 12, nel caso in cui in via prudenziale siano disposti accantonamenti di cui al comma 13, al fine di garantire ai Ministeri la necessaria flessibilita’ gestionale, per effettive, motivate e documentate esigenze possono essere disposte, nell’invarianza degli effetti sull’indebitamento netto delle pubbliche amministrazioni, variazioni compensative tra i medesimi accantonamenti. Tali variazioni possono essere disposte anche tra programmi appartenenti a missioni diverse. Resta preclusa la possibilita’ di disporre maggiori accantonamenti su spese di conto capitale per disaccantonare spese correnti".
2. All’articolo 4, comma 1, del decreto-legge 31 marzo 2011, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 maggio 2011, n. 75, l’ultimo periodo e’ sostituito dai seguenti: "L’Autorita’ per le garanzie nelle comunicazioni dispone le modalita’ e le condizioni economiche secondo cui i soggetti assegnatari dei diritti d’uso hanno l’obbligo di cedere una quota della capacita’ trasmissiva ad essi assegnata, comunque non inferiore a due programmi, a favore dei soggetti legittimamente operanti in ambito locale alla data del 1° gennaio 2011 che non richiedano di essere inseriti nelle graduatorie di cui al presente comma, a condizione che procedano al volontario rilascio delle frequenze utilizzate e rinuncino alla qualifica di operatori di rete, o che sulla base delle medesime graduatorie non risultino destinatari di diritti d’uso".
printfriendly pdf button - DTT, governo sopprime garanzia costituzionale della piena tutela giudiziaria. TAR, da ieri, privato della possibilità di intervenire appieno sui provvedimenti amministrativi relativi ai canali tv