DTT, Italia pronta allo scrutinio dell’UE. Pluralismo tv e interferenze internazionali gli argomenti d’esame

Dopo l’acquisizione del Lotto 3 (il più appetibile) del dividendo interno del digitale terrestre da parte dell’unico partecipante alla gara, il gruppo Cairo Communication (content provider de La7 e La7D sul carrier TIMB di Telecom Italia), si guarda alle valutazioni dell’UE sulla pasticciata situazione italiana in materia di frequenze.

L’Agcom ha messo a punto, e a breve trasmettera’ al Ministero, l’analisi della capacita’ trasmissiva sulle principali piattaforme e, sulla base dei risultati raggiunti, il MSE potra’ chiedere la chiusura della procedura UE di infrazione contro l’Italia per mancanza di pluralismo nella distribuzione delle frequenze in digitale (l’UE ha fissato lo scrutinio per settembre). E’ ciononostante due dei tre mux destinati ai nuovi entranti o ai player minori del DTT (che però hanno declinato l’offerta) non siano stati assegnati a seguito della gara indetta e che l’Italia rimanga un sorvegliato speciale per via della dimostrata inaffidabilità nella gestione delle risorse radioelettriche spettanti, niente affatto armonizzate con le medesime attribuzioni ai paesi confinanti, tanto da aver stimolato rimostranze internazionali per la provocazione di interferenze. La tesi del governo italiana potrebbe del resto essere questa: la mancata attribuzione dei due terzi delle frequenze della provvista del dividendo interno per mancanza di manifestazione d’interesse, indica che il livello di pluralismo richiesto dal mercato è stato raggiunto per altre vie (ovviamente lo Stato non può imporre l’iniziativa privata, ma solo stimolarla, rimuovendo eventuali ostacoli alla sua affermazione). E, proprio all’insegna del massimo sfruttamento delle risorse scarse, il nostro paese potrebbe destinare le frequenze non assegnate per risolvere le turbative radioelettriche internazionali e conciliare l’esigenza (da soddisfare nel 2015) di liberare canali per la nuova tornata del potenziamento della tecnologia LTE con l’esigenza di garantire la riserva frequenziale di legge alle tv locali (1/3 del complesso). Intanto, il Ministero, come annunciato a un convegno nella sede della Camera dalla dirigente Eva Spina, ha preparato il nuovo piano nazionale di ripartizione dello spettro radioelettrico, con nuove frequenze destinate agli operatori di tlc, che sara’ reso pubblico a breve. Nella stessa occasione Maria Luisa Cesaro, responsabile Regulation and competition di Vodafone, ha sottolineato che gli operatori chiedono "sostenibilita’ ed efficienza" delle decisioni sulla destinazione e allocazione dello spettro. Una posizione condivisa anche da Wind e Telecom. (M.L. per NL)
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