DTT, LCN. Delibera 237/13/CONS Agcom continua a non convincere: chiesti chiarimenti all’autorità su locuzioni vaghe impiegate nel provvedimento

Il nuovo regolamento sull’LCN, che l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha dovuto emanare in sostituzione della delibera 435/10/CONS annullata con sentenza del Consiglio di Stato, continua a non non convincere nessuno.

La scorsa settimana l’Associazione Tv Locali FRT ha inviato all’Agcom una richiesta di chiarimenti interpretativi in ordine alla delibera 237/13/CONS con particolare riferimento ad alcuni aspetti, formali e sostanziali, introdotti dal provvedimento. La nuova delibera introduce infatti alcune locuzioni (quali, per esempio, "piani editoriali", " legame con il territorio", "autoproduzione", "programmi di approfondimento") senza illustrarne i limiti e le relative definizioni. Inoltre, nella delibera vi sono aree poco chiare relativamente ai criteri di valutazione (personale dipendente, dati Auditel, storicità dell’irradiazione del segnale) che verranno successivamente adottati dal Ministero con l’emanazione dei bandi di assegnazione delle numerazioni. Il Presidente dell’Associazione Tv Locali FRT, Maurizio Giunco, nei giorni scorsi ha annunciato di voler impugnare innanzi al TAR la delibera 237/13/CONS, ritenendola peggiorativa riaspetto al precedente piano, nonchè fortemente discriminatoria per l’emittenza televisiva locale. "Il nuovo piano approvato dall’Agcom – aveva dichiarato Giunco – ha peggiorato il quadro dell’emittenza televisiva locale penalizzandola nel primo e nel secondo arco dove, con la sottrazione delle numerazioni da 71 a 69 e da 171 a 196 si sono persi ben 50 numeri che sono stati trasferiti in posizioni meno visibili" . Giunco si era dichiarato altresì convinto che con la modifica della struttura delle numerazioni delle tv locali, l’Agcom fosse andata anche oltre le raccomandazioni del Consiglio di Stato, che con le note sentenze dello scorso anno non aveva messo in discussione l’impianto delle numerazioni 10-19 e 71- 99, nè aveva indicato di riservare il n.10 alle emittenti che trasmettono su base pluriregionale (questa previsione potrebbe addirittura arrecare danni alle stesse emittenti nel caso di uscita dalla syndacation). Il Consiglio di Stato – secondo Giunco – aveva solamente censurato l’utilizzo delle graduatorie Corecom come criterio per l’assegnazione delle numerazioni alle Tv locali e, di conseguenza, invitato l’Agcom ad utilizzare criteri più oggettivi e misurabili, come gli indici d’ascolto, per la redazione delle nuove graduatorie. Nel frattempo, proprio sulla problematica dell’LCN, i parlamentari del Pd Andrea Marcucci, Roberto Cociancich, Ernesto Magorno e Giovanna Martelli hanno preannunciato nei giorni scorsi la presentazione di una interrogazione parlamentare al nuovo Ministro dello Sviluppo economico Flavio Zanonato. (E.G. per NL)
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