Economia e consumi. Nielsen: consumatori italiani “smart”. Nella crisi si riscoprono i valori famigliari

La 30esima edizione de Linkontro, il tradizionale appuntamento di Nielsen al Forte Village di Santa Margherita di Pula, dedicato alla business community dei consumi, ha delineato i tratti del nuovo consumatore del XXI secolo: parola d’ordine “spendere pianificando”.

Risparmiatore, pianificatore, tecnologico e devoto alla famiglia: sono queste le caratteristiche del «Family Consumer» rimodellato da Nielsen, azienda leader mondiale nelle soluzioni e informazioni di marketing, presentato nell’ambito della “tre giorni” della 30esima edizione de Linkontro, a cui quest’anno hanno partecipato circa 570 manager del largo consumo e della comunicazione, appartenenti a oltre 250 aziende. “Questi ultimi anni di difficile congiuntura economica hanno restituito un nuovo modello di italiano che oggi, anche a fronte di timidi segnali di risveglio, siamo in grado di descrivere e interpretare sulla base di inediti scenari evolutivi dei comportamenti e degli stili di vita” – ha dichiarato Giovanni Fantasia, amministratore delegato Nielsen Italia. Rispetto agli anni precedenti, gli italiani evidenziano un marcato orientamento verso la riscoperta e la conseguente “difesa” dei valori familiari, con uno sguardo – inevitabile – alla digitalizzazione dei gesti più comuni: il consumatore si mostra più risparmiatore, pianificatore nel definire le spese e razionale nelle scelte, devoto alla famiglia, casalingo e, ovviamente, tecnologico. Nel 2013 il tempo medio speso in casa è pari a 146 minuti, 15 in più rispetto al 2010; di riflesso cala il tempo libero passato fuori dalle mura domestiche, pari a 94 minuti, sei in meno rispetto a tre anni prima. A sostegno di questo nuovo “Family Consumer” modellato da Nielsen, anche l’incremento del tempo per le attività tipicamente familiari: sono 87 i minuti dedicati alla cura della casa (rispetto ai 71 del 2010), 85 quelli per la cura dei figli (69 nel 2010) e 69 per cucinare (55 nel 2010). A confronto con il 2010 si registra un aumento delle azioni finalizzate al risparmio, come la riduzione dell’uso dell’auto e delle spese telefoniche, la scelta di marchi alimentari più economici o il rinvio delle decisioni legate alla sostituzione di articoli per la casa; a ciò consegue una significativa riduzione delle rinunce rispetto a quanto succedeva nel 2010. In particolare si evidenziano una riduzione dei tagli alle vacanze annuali (-6 punti percentuali) e ai weekend brevi (-8 punti percentuali), ma sono sempre meno anche i tagli alle spese per l’abbigliamento e per gli interventi di sostituzione alle proprie tecnologie di utilizzo quotidiano. Già perché a quanto pare alla tecnologia gli italiani non sanno proprio più rinunciare: sempre più acquisti vengono veicolati tramite questo mezzo e, come ricorda Fantasia, “anche se il livello del commercio elettronico non è molto alto per ora, condiziona comunque molto e molto continuerà a condizionare”. Oggi tra gli acquirenti digitali, il 6% fa compere via tablet, mentre il 9% si affida al suo smartphone: in totale nello scorso anno sono stati 10 mln gli italiani che hanno acquistato un tablet o uno cellulare di ultima generazione. Per decidere cosa acquistare, i consigli della pubblicità continuano a essere molto seguiti: inoltre internet, informazioni sul punto vendita, opinioni di amici e parenti aumentano via via la loro influenza – secondo le analisi di mercato -. “Allora – continua l’amministratore Fantasia – le aziende devono capire come ottimizzare le informazioni che circolano anche attraverso questi circuiti e devono affrontare la questione dei big data, che non devono diventare dei big problem”. Per quel che riguarda il futuro, ha aggiunto l’a.d. di Nielsen Italia, “I dati in nostro possesso relativi ai primi mesi del 2014 evidenziano segnali di tenuta per alcuni settori, come il largo consumo, con un sostanziale recupero di alcuni articoli del segmento grocery, come le bevande e il fresco. Si colgono inoltre alcuni segnali di risveglio che ci fanno essere cautamente ottimisti. Anche attraverso un’accentuata ripresa dei consumi è possibile che il Paese riparta, come è opinione ricorrente tra economisti e operatori del settore. E’ importante che tutti gli attori in campo operanti in ambito produzione e largo consumo si adattino all’evoluzione della shopping experience. I consumatori hanno già intrapreso questa via, ora tocca a manufacturer e retailer, se non vogliono rimanere indietro. Solo insieme si può affrontare la sfida”. (V.R. per NL)
 
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