Finanziaria: salvate le rassegne stampa

La commissione Bilancio della Camera ha soppresso la parte relativa all’editoria ricompresa nel collegato fiscale


Successo dell’iniziativa di protesta – alla quale ha aderito anche questo periodico – contro il collegato fiscale alla Finanziaria che avrebbe fortemente limitato la circolazione delle informazioni sui mezzi di comunicazioni di massa.
Con un preciso emendamento, Franco Grillini (Ulivo) aveva chiesto che venisse abrogata la proposta di far pagare, a qualsiasi titolo, la rassegna stampa di emittenti radiotelevisive e di siti Internet. Ora, come detto in titolo, la Commissione Bilancio della Camera ha cancellato tale assurda norma, nel tentativo di ripristinare un sacrosanto diritto in uno stato dove la libertà d’informazione è sempre stata (almeno dalla fine del regime fascista) una bandiera.
“Si trattava di un provvedimento non necessario, difficile da applicare e che avrebbe finito per limitare la libertà di diffusione delle informazioni e di circolazione delle idee”, esulta Grillini dal suo sito, dichiarando: “Nell’esprimere soddisfazione per la decisione della Commissione Bilancio della Camera dei Deputati rivolgo un appello alla Presidenza del Consiglio dei Ministri affinché nella discussione, prevista per la prossima settimana, qualora si ponga la questione di fiducia questo articolo non sia reintrodotto”.

NO alla tassa sulle rassegne stampa

Di seguito (ri)pubblichiamo il testo della campagna di protesta che ha sensibilizzato l’opinione pubblica sugli effetti della norma che si dice fosse voluta da due dei maggiori gruppi editoriali italiani, uno di destra e l’altro di sinistra, a dimostrare – semmai necessario – che tutto il mondo politico è (brutto) paese…

Sono contrario all’imposizione di una tassa sulle rassegne stampa realizzate senza scopo di lucro.

Chiedo pertanto che il Parlamento abolisca con un opportuno provvedimento il primo comma dell’articolo 32 del capo IX del decreto legge 3 ottobre 2006 n. 262, recante “Disposizioni urgenti in materia tributaria e finanziaria”, con cui sono state anticipate alcune delle misure previste dal disegno di legge finanziaria 2007.

Questa tassa non aggiungerebbe niente al lavoro dei giornalisti e degli scrittori, ma sarebbe solo un ingiusto guadagno per i gruppi editoriali a cui questi autori hanno ceduto la gestione dei loro diritti.

Chiedo che la legge sul diritto d’autore venga ripristinata nella sua precedente formulazione, in base alla quale “gli articoli di attualità di carattere economico, politico o religioso, pubblicati nelle riviste o nei giornali, oppure radiodiffusi o messi a disposizione del pubblico, e gli altri materiali dello stesso carattere possono essere liberamente riprodotti o comunicati al pubblico in altre riviste o giornali, anche radiotelevisivi, se la riproduzione o l’utilizzazione non è stata espressamente riservata, purché si indichino la fonte da cui sono tratti, la data e il nome dell’autore, se riportato”.

Chiedo al governo del mio paese di promuovere come previsto dalla stessa Costituzione, lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica, anche e soprattutto attraverso la libera circolazione dei saperi e la difesa del diritto a “cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere”, stabilito dalla dichiarazione universale dei diritti dell’uomo.

Mi impegno a fare quanto e’ in mio potere affinche’ venga pubblicamente denunciato ogni tentativo di soffocare la libera iniziativa culturale dei cittadini con obblighi e tassazioni contrarie ai principi costituzionali e ai diritti umani universali.

Aderisci:
– singole persone
– enti e associazioni

Adesioni dal 4 ottobre 2006:
– 3536 persone
– 247 enti/associazioni

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