Finanziaria: taglio ai piccoli giornali ridotto al 2%. Sale al 12% per i grandi

Governo e maggioranza hanno deciso di limitare il taglio dei contributi al 2%, che pero’ verra’ compensato da un inasprimento dei tagli alle agevolazioni postali a favore delle grandi societa’ editoriali


da Franco Abruzzo.it

Roma, 15 ottobre 2007. Ridimensionato il taglio dei contributi ai piccoli giornali che il decreto correlato alla Finanziaria aveva fissato nel 7%. Governo e maggioranza hanno deciso di limitare il taglio dei contributi al 2%, che pero’ verra’ compensato da un inasprimento dei tagli alle agevolazioni postali a favore delle grandi societa’ editoriali. Le modifiche, a quanto si apprende, verranno introdotte con un emendamento concordato al decreto legge. Per le grandi societa’ editoriali in particolare, si prevede che per le agevolazioni alle tariffe postali fino a un milione di euro l’anno, il taglio resti del 7%, mentre per gli importi superiori arrivi al 12%. (ASCA)

FINANZIARIA 2008 ED EDITORIA.

MEDIACOOP: “PER SETTORE SOLO TAGLI”.

Roma, 4 ottobre 2007. In riferimento a quanto previsto nel collegato alla Finanziaria 2008 per l’editoria, il presidente di Mediacoop, Lelio Grassucci ha rilevato come colpisca “il fatto che nel decreto collegato alla Finanziaria – che ripartisce risorse per 7,5 miliardi di euro provenienti dall’extragettito e s’intitola “Misure urgenti in materia di finanza pubblica, di sviluppo e di equità sociale”- uno dei pochi settori per cui vengono previsti tagli sia quello dell’editoria a stampa. E’ un segno pesante dell’inadeguatezza dell’azione del governo verso la realtà dell’informazione, soprattutto in un momento di evidente sofferenza della sua tradizione pluralistica. Si propone infatti – spiega Grassucci – di ridurre del 7% le risorse destinate ai contributi indiretti (che vanno a sostegno delle spedizioni postali di tutti gli editori, anche i più grandi), ma soprattutto di tagliare nella stessa misura anche i contributi diretti, che permettono di restare in edicola a tante testate non profit e di partito. E, quel che è più grave, per questi ultimi si propone di ridurre le risorse già dal 2007, introducendo una norma di fatto retroattiva. Questa scelta risulta più pesante, in quanto ai tagli non corrisponde un rifinanziamento, che pure era stato sollecitato dal sottosegretario Riky Levi e da ripetuti ordini del giorno del Parlamento, né delle risorse necessarie ad onorare gli impegni già assunti negli anni precedenti né dello stanziamento pluriennale 2008-2010, falcidiato lo scorso anno da una riduzione di 120 milioni di euro. È necessario che il Parlamento intervenga per sanare questa situazione – altrimenti destinata ad avere profonde ripercussioni negative per molti giornali ¬–, limitando la misura dei tagli, cancellando ogni ipotesi di retroattività e dotando il Fondo editoria delle risorse indispensabili per far fronte agli impegni assunti”. (9colonne.it)

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