Funari, il giornalaio più famoso d’Italia. A Milano il 16 marzo la presentazione del libro di Massimo Emanuelli

Lunedì 16 marzo alle ore 18,30 presso la Libreria Mondadori di viale Marghera 28 Milano, Massimo Emanuelli presenterà il libro "Gianfranco Funari, il giornalaio più famoso d’Italia".

Interverranno Gigi Vesigna, Enzo De Mitri, Alberto Tagliati (storici collaboratori di Funari), Boris Makaresko (cabarettista del Derby che esordì con Funari il 30 aprile 1969), modererà il giornalista di Antenna 3 Lombardia e TeleLombardia Roberto Poletti.  Interverranno altri ex collaboratori e amici di Funari.funari emanuelli - Funari, il giornalaio più famoso d'Italia. A Milano il 16 marzo la presentazione del libro di Massimo Emanuelli
Verrà presentata la biografia di Funari, ricordando in particolare le reti “minori” per le quali ha lavorato (a parte lo sporadico episodio di Radio Ambrosiana, Funari esordì su TeleMontecarlo, nella stagione 1993/94; Zona Franca andò in onda su 75 emittenti locali, fra le quali Antenna 3 e TeleLombardia), le sue trasmissioni a Italia 7 (Funari 7), Cinquestelle (Andiamo in collegio e a…) e Odeon Tv (Stasera c’è Funari), come diceva in maniera colorita (alla sua maniera) lo stesso Funari: “Nella mia vita mi sono fatto due scopate, Rai e Mediaset, per il resto tutte pippe”.
 
L’autore che ha conosciuto Funari nel 1977 ripercorre le tappe della carriera del “giornalaio più famoso d’Italia”; il libro contiene ricordi e testimonianze di Franco Califano, Tony Santagata, Luigi Bacialli, Piero Chiambretti, e di tutti coloro che lo hanno conosciuto e frequentato. La vita di Gianfranco Funari dagli esordi in cabaret fino ad arrivare ad "Apocalypse Show" e "Vietato Funari" il suo testamento morale. È stato un grande maestro di vita e di libertà. Un uomo giusto e buono, come è stato ricordato dal sacerdote che ha celebrato i funerali. A dargli l’ultimo saluto c’era tutta la sua “gggente”, mancavano i politici, e ciò è significativo. Controcorrente fino all’ultimo, ha chiesto di mettere nella bara delle fiches (in ricordo della sua prima professione e del suo gusto per l’azzardo), un telecomando (simbolo di libertà davanti alla tv) e un pacchetto di sigarette (il suo vizio irrisolto). Sulla lapide, sempre per sua volontà, è stata posta la sua ultima battuta: Ho smesso di fumare.
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