Giocavano con le frequenze: undici radioamatori nei guai in Liguria

«Diciamo attenzione a chi si diverte a interferire nelle comunicazioni. Soltanto per l’ipotesi associativa si rischia una pena da tre a sette anni, mentre per l’interruzione e ricognizione delle comunicazioni, si va da uno a cinque anni».

Lo ha riferito il dirigente della polizia postale di Imperia, ispettore capo Ivan Bracco, commentando l’operazione che ha portato all’arresto di un radioamatore pirata ed alla denuncia di suoi dieci colleghi che interferivano con le comunicazioni di polizia, protezione civile e altri enti pubblici per semplice divertimento. Sono stati tutti individuati grazie alla collaborazione dell’Ispettorato territoriale della Liguria del Ministero dello Sviluppo Economico, dipartimento Comunicazioni e denunciati per associazione a delinquere finalizzata all’installazione e utilizzo di apparati ricetrasmittenti che utilizzano frequenze riservate a enti pubblici e ponti radio privati. «La tracciatura – ha spiegato Ivan Bracco – è avvenuta con i mezzi del ministero, grazie ai quali siamo riusciti a individuare da quali tetti partivano le comunicazioni. E così, casa per casa, siamo riusciti a individuare tutte le persone coinvolte, tra i quali figuravano anche radioamatori regolarmente patentati». Gli agenti si sono spostati con mezzi mobili montati sui furgoni: «un pò come accadeva durante la seconda guerra mondiale – ha detto ancora Bracco – con gli inglesi, quando andavano a individuare le postazioni radiotelefoniche nemiche». Dalla polizia postale di Imperia avvertono che i controlli continueranno e non si esclude che possano finire nella rete nuovo "pirati". (fonte Il Secolo XIX)
 
 
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