Giornalisti – Le regole della Carta dei Doveri dell’informazione economica “volute” dalla direttiva comunitaria sul market abuse recepita nel dlgs n. 62/2005

La violazione di queste regole comporta l’applicazione delle sanzioni disciplinari previste dalla legge professionale


Abruzzo ai direttori:

“Basta marchette viaggi-merenda!”

Il Consiglio nazionale dal febbraio 2005 ha invitato i comitati di redazione e i direttori ad aprire un tavolo di confronto sui temi della trasparenza con l’obiettivo di arrivare all’approvazione di un codice di autoregolamentazione interno che adatti eventualmente la Carta alle peculiarità della testata e ne allarghi la portata ad altri temi come la trasparenza sull’assetto proprietario nonché dei principali inserzionisti pubblicitari. Obiettivo principale di tale confronto è quello di ottenere la pubblicazione degli azionisti di controllo nella gerenza del giornale e in modo adeguato nel settore audiovisivo. Abruzzo: “Chiedo ai direttori e ai Cdr di trasmettere all’Ordine i Codici interni finora approvati”

La Carta dei doveri per i giornalisti dell’informazione economica e finanziaria è stata approvata l’8 febbraio 2005 dal Consiglio nazionale dell’Ordine. Il testo integra ed amplifica le norme in materia già contenute nella Carta dei doveri del luglio 1993.

A suggerire l’ampliamento è stata la circostanza che il Parlamento ha recepito definitivamente la Direttiva Ue sul market abuse cioè sulla turbativa di mercato prodotta dalla diffusione, dolosa o colposa, di notizie che tendano ad alterare l’andamento delle quotazioni di borsa o a nascondere situazioni di dissesto come è accaduto per Cirio e Parmalat. Questa normativa non solo infligge severe sanzioni penali ma delega alla Consob il compito di comminare ai giornalisti pesantissime multe da 20mila a 5 milioni di euro. La Commissione per la Borsa assumerebbe di fatto il compito di controllore dei giornalisti economici e finanziari sostituendo, in pratica, l’Ordine. La normativa comunitaria stabilisce, però, la competenza deontologica ordinistica in presenza di specifiche e rigorose norme di autoregolamentazione. Da qui la necessità della nuova Carta approvata l’8 febbraio 2005.

Le nuove regole sono fin d’ora vincolanti per tutti i giornalisti. Il Consiglio nazionale ha invitato i comitati di redazione e i direttori ad aprire un tavolo di confronto sui temi della trasparenza con l’obiettivo di arrivare all’approvazione di un codice di autoregolamentazione interno che adatti eventualmente la Carta alle peculiarità della testata e ne allarghi la portata ad altri temi come la trasparenza sull’assetto proprietario nonché dei principali inserzionisti pubblicitari. Obiettivo principale di tale confronto è quello di ottenere la pubblicazione degli azionisti di controllo nella gerenza del giornale e in modo adeguato nel settore audiovisivo.

L’ Ordine resta in attesa di eventuali deliberazioni adottate dalle assemblee di redazione e auspica un ampio dibattito tra tutti i colleghi sui temi della trasparenza e della correttezza dell’informazione.

Ecco la nuova carta dei doveri dell’informazione economica

1) Il giornalista riferisce correttamente, cioè senza alterazioni e omissioni che ne alterino il vero significato, le informazioni di cui dispone, soprattutto se già diffuse dalle agenzie di stampa o comunque di dominio pubblico. L’obbligo sussiste anche quando la notizia riguardi il suo editore o il referente politico o economico dell’organo di stampa.

2) Non si può subordinare in alcun caso al profitto personale o di terzi le informazioni economiche e finanziarie di cui si sia venuti a conoscenza nell’ambito della propria attività professionale né si può turbare l’andamento del mercato diffondendo fatti o circostanze utili ai propri interessi.

3) Il giornalista non può scrivere articoli che contengano valutazioni relative ad azioni o altri strumenti finanziari sul cui andamento borsistico abbia in qualunque modo un interesse finanziario, né può vendere o acquisire titoli di cui si stia occupando professionalmente nell’ambito suddetto o debba occuparsene a breve termine.

4) Il giornalista rifiuta pagamenti, rimborsi spese, elargizioni, vacanze gratuite, regali, facilitazioni o prebende da privati o enti pubblici che possano condizionare il suo lavoro e la sua autonomia o ledere la sua credibilità e dignità professionale.

5) Il giornalista non assume incarichi e responsabilità in contrasto con l’esercizio autonomo della professione, né può prestare nome, voce e immagine per iniziative pubblicitarie incompatibili con la credibilità e autonomia professionale. Sono consentite, invece, a titolo gratuito, analoghe iniziative volte a fini sociali, umanitari, culturali, religiosi, artistici, sindacali o comunque prive di carattere speculativo.

6) Il giornalista, tanto più se ha responsabilità direttive, deve assicurare un adeguato standard di trasparenza sulla proprietà editoriale del giornale e sull’identità e gli eventuali interessi di cui siano portatori i suoi analisti e commentatori esterni in relazione allo specifico argomento dell’articolo. In particolare va ricordato al lettore chi è l’editore del giornale quando un articolo tratti problemi economici e finanziari che direttamente lo riguardino o possano in qualche modo favorirlo o danneggiarlo.

7) Nel caso di articoli che contengano raccomandazioni d’investimento elaborate dallo stesso giornale va espressamente indicata l’identità dell’autore della raccomandazione (sia esso un giornalista interno o un collaboratore esterno). Occorre inoltre, nel rispetto delle norme deontologiche già in vigore sulla affidabilità e sulla pubblicità delle fonti, che per tutte le proiezioni, le previsioni e gli obiettivi di prezzo di un titolo siano chiaramente indicate le principali metodologie e ipotesi elaborate nel formularle e utilizzarle.

8) La presentazione degli studi degli analisti deve avvenire assicurando una piena informazione sull’identità degli autori e deve rispettare nella sostanza il contenuto delle ricerche. In caso di una significativa difformità occorre farne oggetto di segnalazione ai lettori.

Milano, 18 novembre 2006

Soltanto per email
Ai direttori di quotidiani, eriodici, giornali radiotve web resenti in Lombardia.

Oggetto: Carta dei Doveri dell’informazione economica. Richiesta dei Codici interni.

Numerosi colleghi, dopo la vicenda Azimut, mi chiedono copia della Carta dei Doveri dell’informazione economica (8 febbraio 2005). Trasmetto il documento con la preghiera di farlo conoscere. Le regole di questa Carta sono richieste dalla direttiva comunitaria sul market abuse recepita nel dlgs n. 62/2005. La violazione di tali regole comporta l’applicazione delle sanzioni disciplinari previste dalla legge professionale.

Il Consiglio nazionale dal febbraio 2005 ha invitato i comitati di redazione e i direttori ad aprire un tavolo di confronto sui temi della trasparenza con l’obiettivo di arrivare all’approvazione di un codice di autoregolamentazione interno che adatti eventualmente la Carta alle peculiarità della testata e ne allarghi la portata ad altri temi come la trasparenza sull’assetto proprietario nonché dei principali inserzionisti pubblicitari. Obiettivo principale di tale confronto è quello di ottenere la pubblicazione degli azionisti di controllo nella gerenza del giornale e in modo adeguato nel settore audiovisivo. Vi chiedo cortesemente la trasmissione di questi Codici intereni ove fossero stati già adottati.

Cordiali saluti

Prof. Francesco Abruzzo/Presidente OgL

Cell 3357227238 – 0267713701 – fax 0266716194

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