Giornalisti: Lega Nord contro Fini su Ordine professionale

Ferve il dibattito sulla (necessaria) riforma degli ordini professionali. Sul banco degli imputati, questa volta, l’OdG


Fini: “L’Ordine dei Giornalisti va ripensato, così non serve. La professione deve essere profondamente riformata”

Montesilvano (Pescara), 29 ottobre 2006. ”Io dico una cosa, che ho già detto e che ribadisco, e che so che domani va su tutti i giornali, e lo dico da iscritto all’Ordine: cominciamo a ripensare l’Ordine professionale, perché così come è non serve assolutamente a nulla l’Ordine dei Giornalisti”. Lo ha detto il leader di An, Gianfranco Fini (foto), a Montesilvano, rispondendo ad una domanda sulla vertenza contrattuale dei giornalisti. ”Mentre ci sono degli Ordini professionali che sono di garanzia per il cittadino – ha sostenuto – perché se io vado da un medico o da un avvocato devo avere la certezza da chi ha una professionalità e una deontologia, non uno sciamano o un lettore dei tarocchi, l’Ordine dei Giornalisti per come é congegnata, se me lo permette, la nostra professione, cr edo che debba essere profondamente riformata”. Sulla vertenza in atto sul rinnovo del contratto dei giornalisti il leader di An ha dichiarato di ”non conoscere a sufficienza la questione”. (ANSA).

Stiffoni (Ln) a Fini: “L’Ordine resti. Fini si interroghi se, moralmente, è giusto che percepisca ancora i contributi figurativi dall’Inpgi senza versare una lira alle casse dell’istituto”

Roma, 29 ottobre 2006. ”Non si capisce questo continuo martellamento da parte di alcuni esponenti politici anche di primo piano come Gianfranco Fini a insistere per cancellare l’albo dell’ ordine dei giornalisti. Inutile fare i paragoni con avvocati, medici e quant’altro. La professione giornalistica ha una sua etica ed una sua funzione. E lo dice uno che giornalista non lo è affatto”. E’ quanto risponde il capogruppo della Lega in commissione Comunicazione del Senato Piergiorgio Stiffoni a quanto oggi da Gianfranco Fini. ”Piuttosto – sottolinea Stiffoni – è ora che qualche politico, già giornalista, si guardi allo specchio la mattina prima di esordire con facili dichiarazioni elettoralistiche, e si interroghi se, moralmente, è giusto che percepisca ancora i contributi figurativi dall’Inpgi senza versare una lira alle casse dell’istituto o se è il caso di sopprimere questa norma. E mi riferisco a politici, attivi eccome se attivi, di destra e sinistra. Il sottoscritto – conclude Stiffoni – paga come un qualsiasi cittadino privato milioni di contribuzione previdenziale. E’ ora – conclude – di avere un po’ di decoro prima di sparare nel mucchio”. (ANSA)

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