Giurisprudenza – Lavoro

Trasferimento d’azienda: la Cassazione consolida il proprio orientamento


di Andrea Bortoluzzi, Avvocato Foro di Venezia
da Quotidiano Giuridico N 19/12/anno 2006

L’art. 2112 c.c., anche nel testo anteriore al d. lgs. 18 del 2001, consente di ricondurre alla cessione di azienda anche il trasferimento di un ramo della stessa, purché si tratti di un insieme di elementi produttivi organizzati dall’imprenditore per l’esercizio di un’attività, che si presentino, prima del trasferimento, come un’entità dotata di autonoma ed unitaria organizzazione, funzionalizzata allo svolgimento di un’attività volta alla produzione di beni o servizi.
In presenza di tali condizioni, può configurarsi un trasferimento aziendale che abbia ad oggetto anche solo un gruppo di dipendenti stabilmente coordinati ed organizzati tra loro, la cui capacità operativa sia assicurata dal fatto di essere dotati di un particolare “know how” (o, comunque, dall’utilizzo di “copyright”, brevetti, marchi etc,), realizzandosi in tale ipotesi una successione legale di contratto non bisognevole del consenso del contraente ceduto, ex art. 1406 ss. c.c. Requisito indefettibile della fattispecie legale tipica delineata dal diritto comunitario e dall’art. 2112 c.c. resta comunque, anche in siffatte ipotesi, l’elemento della organizzazione, intesa come legame funzionale che rende le attività dei dipendenti appartenenti al gruppo, interagenti tra di esse e capaci di tradursi in beni o servizi ben individuabili, configurandosi altrimenti la vicenda traslativa come cessione del contratto di lavoro, richiedente per il suo perfezionamento il consenso del contraente ceduto.

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