HD Radio e Web Radio, insieme per salvarsi?

Un breve commento di Audiographics tira in ballo l’inedita alleanza tra due segmenti in difficoltà: le Web radio e lo standard digitale americano HD Radio


da Radio Passioni

Se leggete Nòva del Sole24Ore avrete probabilmente apprezzato l’intervento di Luca De Biase sulla questione Web Radio, argomento che nel mio piccolo cerco di seguire rivelando, quando è possibile, qualche retroscena. Beh, oggi un retroscena interessante c’è e come sempre devo ringraziare gruppi di discussione americani come ABDX. Un breve commento di Audiographics, riportata da quest’ultimo, tira in ballo l’inedita alleanza tra due segmenti in difficoltà: le Web radio e lo standard digitale americano HD Radio. Sotto il titolo “Come salvare l’industria di HD Radio”, Audiographics riferisce che WOXY, una Web Radio di Cincinnati, risorgerà come ha già fatto nel passato, andando on air come secondo flusso digitale della stazione Public Radio WVXU, che in agosto accenderà le trasmissioni ibride HD Radio. Perché “come ha fatto nel passato”? Perché WOXY è una autentica fenice. Nel 1983 Doug e Linda Balogh (lui è un sosia perfetto di Gino Strada), rilevano con un investimento di 375mila dollari, una radio Top 40 di Oxford, in Ohio. Venticinque anni fa quel format era già stracotto e i coniugi Balogh avevano un’idea ambiziosa: portare alla ribalta il progressive rock. Il debutto della nuova WOXY avvenne con le note di Sunday, bloody sunday, degli U2.
Le cose non andarono finanziariamente, malgrado il grande successo di critica e pubblico ottenuto dalla stazione. Che nel 2004, dopo una raccolta di fondi in due tranche, la seconda molto più fortunata della prima (“un finale da film di Frank Capra”, racconta il sito di WOXY), decise di cedere la licenza trasmissiva e trasferirsi dischi e deejays completamente su Web. Ora però sull’intero settore delle Web radio pende la spada di Damocle delle royalties moltiplicate da nuovi, assurdi regolamenti. E WOXY trova l’accordo con Public Radio per tornare in onda nella città di Cincinnati, su 91.7 in FM. Secondo Audiographics, sarebbero proprio le Web radio il “cavaliere bianco” in grado di riempire i flussi secondari dello standard HD, in grado – lo ricordiamo – di trasmettere, insieme al tradizionale flusso analogico, anche un flusso digitale primario e uno, a qualità più bassa, secondario.
Audiographics rivela anche che SomaFM, una Web Radio di San Francisco con 11 stream di musica alternativa, ha un analogo accordo con National Public Radio per diffondere, sempre in HD Radio sui canali secondari delle stazioni NPR, il programma “Groove Salad” (e qui da noi la gente fa finta di eccitarsi per le banalità musicali trasmesse dalla “grande novità” Virgin Radio).
Insomma, sembra proprio che stia avvenendo un piccolo miracolo. L’industria della radio tradizionale ha perso la creatività necessaria per stupire il pubblico. Le Web radio stupiscono il pubblico ma non riescono a far soldi. Il sistema HD Radio sbandiera ai quattro venti le opportunità del “multicasting”, ma pochi, nell’industria della radio tradizionale, riesce ad approfittarne davvero. Poi arriva la minaccia delle royalties alle stelle e le tre industrie – guarda caso a essere coinvolte sono le stazioni di qualità targate NPR – trovano il modo di unire le forze. Come dice Audiographics, le Web radio possono infondere nel sistema IBOC quel “cool factor” che potrebbe a sua volta stimolare la vendita di apparecchi compatibili. A proposito di royalties, proprio sul blog di SomaFM ho trovato il rimando a “Congressional Quarterly”, dove vengono descritte le iniziative del parlamentare americano Ed Markey, democratico del Massachusetts, che si è improvvisato mediatore tra le Web Radio e Soundexchange, la società che raccoglie i diritti per conto dei musicisti. La speranza è trovare un accordo che venga incontro alle necessità degli autori senza strangolare le radio su Internet, mentre il Congresso macina una serie di progetti di legge che cercano di andare nella stessa direzione.

How to Save the HD Radio Industry

It was stupid of me. I should have seen it coming when first putting out a prediction that internet radio would be rebroadcast on small and medium market stations in the not-too-distant future. At the time it made sense, but that was in 2002. Please, let me reword that earlier prediction: Internet radio stations will be showing up as rebroadcasts on HD Radio side channels. What’s that? WOXY already has signed to do this? Next, you’ll be telling me that Soma.fm is leasing out one of its sub-channels as additional programming for NPR. Oh. It does? Not that a trend can be made using two stations, but do you see one forming? WOXY.com is the phoenix, a widely acclaimed station that crashed due to cost. Then, it resurfaced with backing from La La Media. Now, it’s going to be an HD channel for Cincinnati Public Radio and WVXU. Like I said, it was stupid of me not to see this coming. Or, that two industries could be so well suited to help each other out of problems.
Internet radio stations are what’s going to save HD Radio! There is a dire need for good HD Radio programming, and an uplift in its cool-factor. Millions of people are turning to independent internet radio stations, and many would like to hear them in their cars. The broadcast radio industry wins cool-factor. Webcasters earn deserved respect and expanded distribution. HD Radio’s White Knight could very well be the closest thing to ‘cool’ that either radio industry has today – being an independent station on the internet.

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