I media italiani e l’effetto-Grillo

Da una nicchia di utenti della rete alle prime pagine dei quotidiani: ecco com’è mutato l’atteggiamento dei media nei confronti del comico genovese e delle sue battaglie dopo il V-Day


Esisteva un tempo, a dire il vero non troppo lontano, in cui in Italia la maggior parte della gente e dell’opinione pubblica ignorava l’esistenza di un blog dal quale Beppe Grillo (foto), il comico genovese lanciato da Pippo Baudo in tv ai tempi di “Fantastico”, portava avanti decine e decine di battaglie concrete, su temi vari, dalla politica all’economia, fino all’ambiente, coadiuvato da una folta schiera di giovani e meno giovani (appartenenti ai cosiddetti Meet Up) che lo avevano eletto a propria guida spirituale (nonostante il blog risultasse il più “cliccato” in Italia, tredicesimo nella classifica mondiale!). Già, nell’Italia agli ultimi posti nelle graduatorie europee in quanto ad “internettizzazione” della società la cosa poteva apparire come piuttosto normale, dal momento che, all’infuori della rete questo movimento aveva ben poca reclamizzazione. Poi, il passaparola, gli spettacoli travolgenti del comico in giro per lo stivale, l’allargamento della rete e dei contatti, ed ecco che il fenomeno-Grillo iniziava davvero a farsi strada tra gli italiani. Gli organi d’informazione, però, continuavano nella loro opera di tacita reticenza ad informare la popolazione che un movimento di massa di dimensioni imprecisate, ma di sicuro rilevanti, stava “invadendo” il loro Paese, desideroso di mutare l’attuale, inaccettabile, situazione (sul piano politico-economico), con o senza il benestare dei piani alti, di coloro che sui media hanno certa influenza. Guarda caso. Poi è arrivato il V-Day, l’8 settembre e, a fronte di un iniziale tentativo d’ignorare l’accaduto, la stragrande maggioranza della stampa e della televisione italiana ha dovuto inchinarsi allo strapotere della gente, della folla nelle piazze italiane.
Ci sono la Bbc e la Cnn” – urlava Grillo dal palco di Piazza Maggiore a Bologna – “ma, guarda caso, non c’è traccia di Raiuno e Canale5”. Ed era vero. I maggiori tg, nella giornata di sabato, avevano, se non ignorato, dato la minima copertura possibile a questo evento. Prima che il mondo politico, vedendosi improvvisamente “nudo”, con il dito puntato addosso da una fetta di italiani che, se i media avessero dato maggior informazione sulla reale matrice della giornata di protesta, sarebbe stata molto, molto più numerosa. Da Casini a Bossi, fino ad una parata di ministri che hanno visto per la prima volta in pericolo le proprie poltrone, tutti hanno detto la propria sul V-Day, ed ecco che telegiornali e quotidiani d’Italia hanno scoperto che l’8 settembre, il giorno del “vaffa” degli italiani alla classe politica, o alla “casta politica”, come molti la definiscono, ha rappresentato un punto di svolta molto importante per la società civile. Per la prima volta dall’istituzione della democrazia in Italia la gente ha presentato una propria proposta di legge, popolare, con un numero di firmatari sei volte maggiore del necessario. E senza che nessun tg conferisse parola, nei giorni precedenti, per spiegare alla “casalinga di Voghera” cosa il V-Day significasse, quale fosse il suo fine ultimo. Ora lo sanno, non tutti, ma lo sanno. Anche i politici lo sanno (erano già stati informati, in realtà, perché Grillo aveva inviato a ciascun parlamentare un’e-mail contenente i punti della proposta di legge, per verificarne il gradimento) e in molti già corrono al riparo. Certo, a giudicare dall’ultimo caso-Mastella, scovato, in compagnia di Rutelli e di alcuni familiari, a sorvolare il Gran Premio di Monza (dopo essere partiti da Salerno) a bordo di un Airbus presidenziale (costo della “gita”: 20mila euro, da noi cittadini servilmente pagati), alcuni paiono fare ancora orecchie da mercante nei confronti di questo “tornado” che sta invadendo l’Italia, ma tant’è.
Il V-Day, in sostanza, a cinque giorni dal bagno di folla, può considerarsi non solo un esperimento riuscito ma, grazie anche all’“ingenua” mano dei politici che l’hanno commentato ed attaccato (non tutti, occorre ricordare), un punto di partenza per creare un vero e proprio movimento sociale e culturale di gente stanca delle disfunzioni croniche di questo Paese, che vuole aprire un nuovo capitolo. A cominciare dai tre punti della legge, ribattezzata “Parlamento pulito”. Certo, la “copertura mediatica” dedicata a Grillo ed all’avvenimento, sta scemando man mano che i giorni passano, ma il campanello d’allarme è stato suonato e, dato il precedente, occorrerà testare come la gente reagirà ai prossimi stimoli derivanti dal “fronte-Grillo”. E come reagiranno i politici.
Una prima, colorata, reazione da segnalare è quella del leghista Calderoli che, sulla scia del V-Day, pare abbia intenzione di indire un nuovo “day”, il “maiale-day”, per “combattere” – dice – “la costruzione di nuove moschee, non centri di culto ma potenziali centri di raccolta di una cellula terroristica”. L’ex ministro della Repubblica metterebbe se stesso ed il suo maiale (dice di averne uno) a disposizione per una passeggiata sul terreno dove, a Bologna, sarà edificata la moschea, di modo che, essendo il maiale animale non gradito alla religione islamica, il territorio in questione sarebbe ritenuto non più utilizzabile. Restiamo in attesa di un rinsavimento da parte di certi rappresentanti, o “dipendenti” politici. Per ora, sono senza dubbio più serie le parole di un comico che certi loro sproloqui. (Giuseppe Colucci per NL)

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