Il Comitato Radio TV Locali sul blocco permanente delle chiamate a pagamento

Il CRTVL appoggia le iniziative dei centri servizi telefonici in relazione alla delibera dell’Agcom sul blocco permanente delle chiamate verso le numerazioni a sovrapprezzo


Il Comitato Radio TV Locali, che raggruppa emittenti radiofoniche e televisive che operano in ambito locale, ha deciso di appoggiare le iniziative anticipate il 14 aprile 2008 dal Comitato Operatori Servizi Telefonici e Telematici per la tutela degli operatori in relazione alla delibera con cui l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha imposto il blocco permanente delle chiamate verso le numerazioni a pagamento da rete fissa a partire dal mese di giugno 2008.
Ad avviso del Comitato Radio TV Locali non solo la misura adottata è giuridicamente censurabile, ma, soprattutto, essa causerà il collasso del mercato della pubblicità sulle TV locali, che traggono sostentamento economico dalla raccolta pubblicitaria locale e dalle televendite (queste ultime, in molti casi, costituiscono l’unico o il prevalente oggetto della programmazione), con evidenti riverberazioni sul già compromesso pluralismo informativo italiano.
Il provvedimento in questione, inoltre, è adottato in un momento di particolare debolezza del settore dell’emittenza televisiva, soprattutto locale, settore sotto la cappa del duopolio Rai-Mediaset e preso di mira attraverso provvedimenti che ne mettono quotidianamente a repentaglio la stessa sopravvivenza. Si pensi, solo per fare un esempio, al bando per l’assegnazione/aggiudicazione delle frequenze per le trasmissioni analogiche, che è stato riservato alle emittenti nazionali – di fatto – appartenenti a grandi gruppi editoriali.
La tutela dell’utenza è un’esigenza condivisa e che deve guidare l’azione regolatoria degli organi preposti. Gli stessi operatori televisivi considerano la tutela dell’utenza uno strumento essenziale per garantire la concorrenza nel mercato (utenti informati e protetti compiono scelte di consumo migliori e premiano le imprese più valide).
Non sono giustificabili, tuttavia, scelte regolatorie delle Autorità che, in nome della tutela dell’utenza (tutela che può essere garantita allo stesso livello attraverso interventi meno invasivi della sfera giuridici altrui e della libertà imprenditoriale costituzionalmente garantita), producono effetti deleteri e irreversibili sulla crescita e sull’occupazione garantiti dalle imprese operanti nei mercati interessati.

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