Il Parlamento auspica intervento dello Stato per stimolare la domanda di servizi erogati tramite banda larga

“Il sistema delle telecomunicazioni vive un delicato momento di evoluzione, che richiede da parte di tutti gli attori – Governo, autorità di garanzia, operatori – la capacità di compiere scelte strategiche e predisporre i conseguenti interventi”


(ADUC.it) – “Il sistema delle telecomunicazioni vive un delicato momento di evoluzione, che richiede da parte di tutti gli attori – Governo, autorità di garanzia, operatori – la capacità di compiere scelte strategiche e predisporre i conseguenti interventi. In questo senso, sarebbero certamente auspicabili interventi dello Stato a sostegno alla domanda, anche mediante la concessione di agevolazioni e sussidi ad imprese e agli stessi consumatori. La sola azione del mercato, come è emerso dalle audizioni svolte, non appare sufficiente a colmare i ritardi infrastrutturali”.
E’ questo passaggio piu’ qualificante del documento conclusivo dell’indagine conoscitiva sul settore delle tlc, svolto dalla commissione Trasporti della Camera.
La bozza del documento, che sara’ approvato dalla commissione nei prossimi giorni, sottolinea inoltre che “i costi, assai elevati, richiesti per le infrastrutture destinate alle reti di nuova generazione, non sono infatti sostenibili da singoli operatori, non risultando garantiti livelli di domanda adeguati alla remunerazione di investimenti di tale portata. Una qualche forma di intervento pubblico – sia pure con criteri che siano compatibili con le regole comunitarie – appare dunque, nelle circostanze date, difficilmente eludibile”.
Per quanto concerne il quadro generale degli interventi pubblici sulle telecomunicazioni – si legge nella bozza di documento conclusivo – le audizioni svolte hanno permesso di evidenziare alcuni obiettivi che sembrano prioritari: conclusione del censimento delle reti, quale presupposto essenziale per valutare con cognizione di causa le risorse presenti e programmare le necessarie opere di adeguamento; necessità di giungere gradualmente – ma in tempi comunque definiti – ad un sistema universale di accesso, imperniato sulle tre tecnologie disponibili: ADSL e fibra ottica, WiMax, Satellite; accelerazione del processo di digitalizzazione della pubblica amministrazione e completamento della interconnessione fra le diverse banche dati.
Si prospetta inoltre la necessità di adottare iniziative di sostegno alla domanda di servizi informatizzati, e, in questo senso, sembra opportuno rafforzare la politica di contributi alle imprese volti a tale finalità e introdurre parallelamente strumenti normativi e finanziari per promuovere l’accesso delle famiglie alle nuove tecnologie.
Un elemento comune a molti degli interventi svolti in sede di audizione è dato dal riconoscimento della valenza strategica che il sistema di telecomunicazione riveste oggi per il nostro Paese, e dal connesso dibattito sulla «italianità« delle reti. In questo senso, afferma il documento della commissione, va tenuta in considerazione l’esigenza di promuovere soluzioni che, pur all’interno di una logica concorrenziale, consentano di garantire adeguatamente gli interessi nazionali in questo settore.

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