Il ruolo della professione dei notai nell’epoca della globalizzazione

Il discorso del Presidente del Consiglio nazionale del notariato al 43° Congresso nazionale.
 
Il discorso tenuto dal dott. Notaio Paolo Piccoli al 43° Congresso nazionale del notariato, svoltosi a Firenze dal 27 al 30 novembre scorso, rilancia la funzione, allo stesso tempo pubblica e privata, del notariato ponendo l’accento sulla professionalità e sull’efficienza dei notai. Dato che spesso sono state sollevate dai cittadini e dai politici alcune perplessità sulla effettiva utilità del lavoro svolto dai notai, il discorso di Paolo Piccoli è interessante per comprendere quale sia il ruolo effettivamente svolto dai notai specie ai fini dell’efficienza del Paese e dell’utilità sociale che ne deriva ai cittadini. Il Notariato, sostiene Piccoli, è una “magistratura tra consenzienti” che garantisce sicurezza, efficienza, risparmio, velocità di esecuzione, mediazione giuridica e culturale. Il notaio, nello svolgimento delle proprie funzioni, è allo stesso tempo dalla parte del cliente ma è e deve essere, per garantire la legalità, allo stesso tempo, sopra le parti. Questi alcuni vantaggi derivanti dall’operato del notariato segnalati nel discorso di Piccoli: il versamento nelle casse dello stato di più di 7 miliardi di euro, anche se non riscossi dai clienti, con un risparmio per l’Erario di oltre 800 milioni di euro; la trasmissione, ogni anno, tramite la rete telematica del Notariato, ai pubblici registri di 3,5 milioni di atti immobiliari e societari, nonché l’effettuazione di 26,5 milioni di visure. Inoltre la firma digitale, di cui il Consiglio nazionale dei notai è certificatore, costituisce il primo esempio di e-government nel settore; l’affidamento ai notai nel 2001 della responsabilità per l’iscrizione nei registri imprese delle costituzioni e dei verbali societari ha notevolmente ridotto i tempi burocratici (da 30/150 gg. a poche ore) prima necessari (lo slogan “una impresa in un giorno” è per il notariato già realtà); l’intervento dei notai come aiutanti dei giudici nelle procedure esecutive immobiliari ha garantito un notevole risparmio sia di tempi che di costi per il recupero dei crediti. La così detta “questione notariato” consiste nel decidere dunque se si voglia mantenere un sistema, pur all’interno dell’epoca della globalizzazione, del mercatismo e delle “semplificazioni”, di legalità e di affidabilità che, attraverso soprattutto l’utilizzo dei pubblici registri, dia certezza ai cittadini dell’esistenza dei propri diritti. Nel discorso, il Presidente dei notai cita come esempio la crisi economica americana, partita dai subprime ed estesasi a macchia d’olio nei mercati mondiali. Tale crisi, secondo il notariato, ha evidenziato tutti i rischi di una economia senza regole e basata solo sul profitto, sulla logica degli affari, nella quale solo il più forte prevale. Il notariato è dunque, come pubblicizza il titolo del suo 43° congresso una “Istituzione essenziale per il Paese”, in quanto le esigenze di crescita del Paese devono coniugarsi con il rafforzamento della sicurezza giuridica e della legalità, sempre assicurate storicamente dal notariato. Un abbassamento dei controlli affidati ai notai, soprattutto nel campo societario e in quello immobiliare, comporterebbe pesanti fratture nel sistema della certezza dei diritti, determinando anche, secondo Piccoli, un brusco calo del rating dell’Italia nei confronti dei mercati. I notai dunque si dicono pronti alla sfida di mantenere intatta la legalità e l’affidabilità dei diritti, operando in collaborazione con gli avvocati, i giudici, i commercialisti e stando sempre, allo stesso tempo, dalla parte dei cittadini e delle istituzioni. (D.A. per NL)

 

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