La Commissione di Vigilanza Rai ha eletto sette dei nove membri del Cda della tv pubblica

Confermati Bianchi Clerici e Rizzo Nervo. Soddisfazione di Zavoli e Romani.
 
“Abbiamo tenuto fede all’impegno di procedere in tempi brevi, come primo punto all’ordine del giorno, alla nomina dei Consiglieri di Amministrazione di nostra competenza, ai quali va il nostro augurio di buon lavoro. Abbiamo così doverosamente restituito alla Rai lo strumento per il governo dell’Azienda dopo un’attesa fin troppo lunga”. Queste le parole, cariche di soddisfazione, pronunciate da Sergio Zavoli, neo presidente della Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi, con riguardo all’elezione, da parte della predetta Commissione, di sette componenti del Consiglio di Amministrazione della Rai, scaduto ormai da più di otto mesi. A seguito della scelta dei membri di competenza parlamentare, entrano a far parte per la prima volta del Cda Rai Alessio Gorla, Guglielmo Rositani, Antonio Verro (consiglieri per il centrodestra), Rodolfo De Laurentiis e Giorgio Van Straten (consiglieri per il centrosinistra), mentre sono stati riconfermati Giovanna Bianchi Clerici (per la maggioranza) e Nino Rizzo Nervo (per l’opposizione). Tutti i consiglieri hanno ottenuto 5 voti, ad eccezione di Gugliemo Rositani, risultato più votato con 6 preferenze. In tutto sono stati espressi 36 voti, dal momento che non hanno partecipato all’elezione 3 dei 40 membri della Commissione, e cioè Felice Belisario e Massimo Donadi, capigruppo di Italia dei Valori alla Camera ed al Senato, Maurizio Lupi del Pdl (perché all’estero in missione) e, per polemica, il radicale Marco Beltrandi. Quest’ultimo, infatti, si è astenuto dalla votazione, in quanto ha contestato il metodo di scelta dei candidati, basato a suo giudizio su una sorta di lottizzazione. Polemica, questa, smorzata da Paolo Romani, sottosegretario allo Sviluppo Economico con delega alle Telecomunicazioni, il quale ha dichiarato che con le nuove nomine “finalmente viene assicurata al servizio televisivo pubblico una governance forte e con pieno mandato per permettere all’azienda di affrontare con tranquillità la sfida tecnologica dall’analogico al digitale". Della stessa opinione Sergio Zavoli, secondo cui ”Il Parlamento si è riappropriato dei propri diritti e doveri restituendo alla Rai gli strumenti per riappropriarsi del destino dell’azienda”. Si attende, adesso, la nomina degli altri due membri del Cda dell’azienda pubblica, che dovrà essere effettuata dal ministero dell’Economia e delle Finanze, ed inoltre la ratifica, da parte del Cda, del futuro presidente della Rai, il quale dovrà essere indicato dal ministero del Tesoro. (D.A. per NL)
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