La FNSI contro Berlusconi: “Vuole imbavagliare i giornalisti”

Il presidente del sindacato unitario dei giornalisti, Roberto Natale, commenta così il disegno di legge sulle intercettazioni annunciato dall’ex premier


da Franco Abruzzo.it

Il presidente del sindacato unitario dei giornalisti, Roberto Natale, commenta così il disegno di legge sulle intercettazioni annunciato dall’ex premier, che «si configura come una esplicita ritorsione per la pubblicazione di testi che hanno messo in difficoltà lui ed altri esponenti politici, ma che hanno consentito al Paese di conoscere vicende di rilevante interesse pubblico».
“Chiusa l’esperienza di Clemente Mastella come Guardasigilli, il ddl sulle intercettazioni firmato dall’ex ministro sembrava dovesse definitivamente finire nel dimenticatoio, vista l’opposizione compatta degli organismi dei giornalisti – Ordine e Sindacato in testa – e la marcia indietro della maggioranza annunciata solo pochi giorni fa dal presidente della Commissione Giustizia del Senato, Cesare Salvi, che stava esaminando la norma dopo l’approvazione bipartisan della Camera. Ma la caduta del Governo Prodi ha cambiato le carte in tavola e Silvio Berlusconi, leader di un’opposizione che spinge per tornare alle elezioni, visti i sondaggi che danno vincente la Cdl con un buon margine, ha reso nota l’intenzione di presentare un nuovo disegno di legge sulle intercettazioni, che si annuncia in tutto simile al primo testo presentato da Clemente Mastella.
«Neanche il tempo di dare il via alla campagna elettorale – ha commentato Roberto Natale, presidente della Fnsi – e subito l’on. Berlusconi torna a manifestare la voglia di imbavagliare i giornalisti. Il suo annuncio di un disegno di legge sulle intercettazioni si configura come una esplicita ritorsione per la pubblicazione di testi che hanno messo in difficoltà lui ed altri esponenti politici, ma che hanno consentito al Paese di conoscere vicende di rilevante interesse pubblico.
Contro il disegno di legge Mastella, votato quasi all’unanimità dalla Camera, i giornalisti italiani hanno saputo mettere in atto nei mesi scorsi la più determinata e unanime mobilitazione, spingendo il Senato ad un ripensamento. La stessa risposta ci sarà se l’on. Berlusconi vorrà tradurre in iniziativa parlamentare il suo pessimo proposito». (Roma, 28 gennaio 2008 – www.agendacomunicazioni.it)

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