Qtrax, un parto difficile

Smentita clamorosa per il lancio del peer-to-peer legale; le major non hanno firmato alcun accordo


Avevamo accolto la notizia con una buona dose di entusiasmo, ma le aspettative sono state tradite prima del tempo. Così il lancio di Qtrax rischia di assumere le sembianze di un flop di prima classe, proprio perché smentito nel giro di sole ventiquattro ore. Il peer-to-peer legale è effettivamente attivo dalla mezzanotte di domenica, ma in tutto fuorché nel download di musica legale, che secondo lo stato delle dichiarazioni degli sviluppatori, doveva essere la ragion per cui era stato concepito. E la smentita arriva proprio da quelle major del disco che sembravano aver preso accordi “di ferro” con l’innovativo sito americano di p2p, la cui natura sembra ora essere quella di indiscrezioni non ufficiali. Del resto farsi pubblicità, anche in questo modo singolare, può avere effetti desiderabili, ma in questo caso particolare può rivelarsi interessante cercare di recuperare, per quanto possibile, il progresso storico delle operazioni di Qtrax. Effettuando una ricerca sui siti ufficiali delle major, ci si può fare un’idea di quanto gli accordi del nuovo portale internet fossero presunti, quanto presumibilmente inesistenti: nei portali di Universal, Sony-Bmg e Emi – considerando che ognuno di questi siti ha la sezione “news” – non c’è traccia di Qtrax. L’unica informazione reperibile sull’argomento si trova nell’archivio delle notizie di Warner Music Group, ma risale al settembre 2006, data che fa presumere che il parto stesso di Qtrax sia stato lungo, travagliato e, secondo i più recenti fatti, parziale. Il presidente del team di Qtrax si affretta comunque a ricordare che il software, basato sul web browser Mozilla Firefox (sul quale speriamo che gli effetti negativi non ricadano) è attivo per altre operazioni: gli internauti potranno infatti comprare biglietti per concerti, caricare la propria musica sul sito e acquistare merchandising di ogni tipo. Ma è abbastanza chiaro che il pubblico sperava, in tempo debito, di poter usufruire di ben altri servizi. I dieci anni di battaglie dei predecessori defunti come Napster, o in forze come Emule e Bittorrent, non hanno così ricevuto un degno successore. L’eccessiva fretta ha giocato un brutto tiro al team di Qtrax, che dovrà ora trovare il modo di recuperare la fiducia dell’impaziente popolo della rete. (Marco Menoncello per NL)

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