La libera professione sposa l’innovazione: social network e community avvicinano il cliente e alimentano la collaborazione

La contagiosa mania del social network non opera distinzioni: colpisce infatti anche la categoria dei liberi professionisti che, caduti nella rete “sociale”, abitano il web.

Professionisti, Ordini, associazioni e consulenti si iscrivono a Facebook per accorciare le distanze con il cliente, ma anche per ottimizzare i rapporti con i vertici di categoria. Il social network, infatti, diventa habitat naturale del professionista, nonché terreno fertile per una continua collaborazione e cooperazione tra le diverse categorie professionali e, soprattutto, tra i livelli gerarchici di esse. Le associazioni usano Facebook come luogo di sfogo e di riflessione in merito alle problematiche, diffuse soprattutto tra i giovani, che ormai caratterizzano il mercato dei professionisti: la bacheca dà voce ad attualità, politica ed economia, stimolando il confronto e la conoscenza in vari ambiti di interesse. La ratio di tale approccio al web risiede senza dubbio in una forte esigenza di condivisione e comunicazione: la rete funge da collante tra le realtà lavorative, dove il dialogo sembra essere la prerogativa assoluta. In una situazione simile a quella odierna ogni strumento di informazione e comunicazione diventa essenziale al fine di risolvere problematiche tecniche e sostanziali, nonché di alimentare la coesione degli interessi e scopi che solitamente sono a capo di un’associazione o di un ordine di categoria. Così il social network diventa un nuovo modus operandi del professionista, attraverso il quale l’attività del professionista è palesata e messa in discussione. Facebook avrà anche conquistato un’importante fetta dei professionisti, ma c’è qualcuno che ha preferito personalizzare la finestra “professionale”, creando un social network ad hoc riservato agli iscritti: Inarcommunity, che attualmente vanta più di 5 mila adepti. L’interesse si persegue senza esitazione attraverso l’innovazione: servendosi del web, della notorietà di Facebook e della sete di risposte e soluzioni immediate. CosÏ tecnica professionale e politica di categoria per la prima volta abitano lo stesso luogo, permettendo ai membri di attingere ciò che soddisfa in un determinato tempo la richiesta o il dubbio. Dietro la “socializzazione” dei professionisti si intravede la volontà di arrivare prima al cliente, attraverso un servizio migliore e ben pubblicizzato: conoscersi e farsi conoscere, quindi, potrebbe essere il monito che ha spinto professionisti, ordini e associazioni di categoria a iscriversi a Facebook, dove il luogo di discussione diventa anche luogo di esposizione. (C.S. per NL)
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