La radio verso il “digitale”


Radio tradizionale addio? E’ ancora presto per dirlo, ma certamente le abitudini di molti ascoltatori italiani (soprattutto di quelli più giovani) stanno cambiando. Lo testimoniano i dati di una indagine condotta da Ncp Ricerche (nota società del prestigioso gruppo multimediale Finelco) pubblicati pure sulle pagine di ItaliaOggi lo scorso 22 luglio. Secondo lo studio in questione, realizzato dal 6 al 19 maggio sulla base di 1600 interviste, il lettore mp3 si presenta come il supporto tecnologico più utilizzato. Soltanto nel 2004 l’mp3 rappresentava il 5,1% delle c.d. fonti di ascolto alternative. Nel giro di quasi due anni è salito al 19%, posizionandosi a poca distanza da internet, al 22,5%, superando persino il “vecchio” caro cd (ormai in netto calo). La rete, tuttavia, annovera fra i suoi fruitori un pubblico amante della fedeltà nell’ascolto. Non a caso coloro che ascoltano la radio sul web (quasi il 60%) finiscono per ascoltare l’emittente che già seguono attraverso l’fm (Radio 105, Rtl 102.5, tanto per fare alcuni nomi). Al contrario, l’mp3 asseconda il desiderio di una maggiore personalizzazione della linea musicale da parte dell’ascoltatore. E poi, viste le dimensioni dei lettori, l’mp3 può essere considerato indubbiamente il mezzo più agile per ascoltare musica. E il cellulare? Al contrario di quello che si potrebbe pensare, tra le fonti di ascolto alternative alla radio è l’apparecchio certamente meno usato: soltanto il 13,9% ha infatti dichiarato di ascoltare i programmi sul proprio telefonino. La ragione è da ricercare, con molta probabilità, nell’assenza di contenuti gratuiti, vista l’attitudine degli stessi operatori telefonici a fornire all’utenza servizi a pagamento. (Vito Scelsi per NL)

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