La7: la tv con ambizioni di libertà incondizionata decollata con il tg di Mentana punta ancora più in alto

Il telegiornale condotto da Enrico Mentana su La7 pare abbia dato una vera e propria svolta radicale all’informazione e alla cultura italiana: il successo degli ascolti unito alla competitività della rete è infatti diventato lo stimolo per una crescita senza limiti.

La7 con Mentana ha indiscutibilmente offerto un’informazione seria, diretta e soprattutto sincera, apparentemente senza esitazione nel comunicare notizie scottanti e scomode della politica italiana. Un’informazione integrale e libera che ha creato un rapporto di fiducia con lo spettatore: testimoni i dati dell’audience che registrano un incremento dal 3,5% di share del giugno 2010 al 10,99% dello stesso mese 2011. La conquista di ben 7 punti non è evidentemente attribuibile al caso: al contrario, la sudata performance della rete ha il merito di aver contrastato Tg1 e Tg5, in quel periodo inciampati in notizie di poco spessore (vacanze, animali e gossip) o troppo condizionate dal potere, perdendo così l’appeal storico offerto dall’obiettività dell’informazione. Questa coincidenza di eventi ha fatto trionfare la somministrazione di news de La7, che nel futuro prossimo giocherà le sue carte con i nuovi arrivati: il direttore Paolo Ruffini, Roberto Saviano, Fabio Fazio, Nicola Porro, Corrado Formigli, Gianluigi Nuzzi. La ricca squadra ingaggiata dal management di Telecom Italia Media probabilmente avvicinerà la rete a nuovi successi, anche senza Michele Santoro, la cui trattativa si è, come noto, interrotta. Il matrimonio in questione non è però totalmente escluso, quanto rimandato alla prossima stagione – come ha palesato Mentana più volte – in quanto La7 insiste a tenere la porta aperta. Mentana, dal canto suo, nonostante il grande successo del telegiornale, si mostra competitivo e lungimirante: l’obiettivo è di lavorare bene su tutta la programmazione, rendendo visibile l’informazione sulla rete a qualsiasi ora, diversificare le immagini nei servizi di politica, arricchire la troupe e gli operatori. Obiettivi tecnici e non al fine ultimo di guadagnare altri 3 punti di share. La7 pare proprio non voler dormire sugli allori e soprattutto non accettare proibizioni atte a deformare o limitare la libertà di informazione. Rimane solo la pressione politica, ma questa è una storia che appartiene a tutte le televisioni. (C.S. per NL)
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