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Landolfi alla presidenza della Commissione Vigilanza RAI

L’ex ministro delle Comunicazioni è stato eletto presidente della commissione parlamentare di Vigilanza sulla Rai


(ANSA) – ROMA, 15 SET – Mario Landolfi di An è da oggi il nuovo presidente della Commissione di Vigilanza Rai che riprende il suo lavoro e già giovedì ascolterà i vertici della Tv pubblica. Al primo scrutinio l’ex Ministro delle Comunicazioni ed ex presidente della Vigilanza (aveva ricoperto l’incarico nel 2000) torna nel suo ufficio a San Macuto con un voto bipartisan. Sui 40 senatori e deputati che compongono la bicamerale hanno infatti votato il suo nome in 25 (erano necessari 24 voti), erano presenti in 34. Non hanno votato i due rappresentanti della Dc-Nuovo Psi (Catone e Rotondi), che già ieri avevano annunciato l’assenza in polemica con le vicende della nomine Rai, nell’Ulivo non c’era Bordon e Giulietti è arrivato in ritardo, ma mancavano anche Pedrini dell’Italia dei valori e Tonini del gruppo delle autonomie. Un voto è andato ad un altro ex presidente della commissione, Storace; otto poi le schede bianche. “Landolfi è stato nominato presidente con un solo voto in più rispetto alla maggioranza richiesta alla prima votazione. Scherzando, gli ho detto che ce l’ha fatta grazie ai voti determinanti di Rifondazione comunista…”, sottolinea al termine della votazione il capogruppo del Prc al Senato, Giovanni Russo Spena. Insomma pur con qualche piccolo mal di pancia nei “cespugli” del centrosinistra, viene rispettata la prassi di affidare alla commissione che vigila sulla Rai all’opposizione. Così come per la vicepresidenza assegnata a Merlo dell’Ulivo e a Bonaiuti di Forza Italia e per i segretari, che sono De Laurentiis dell’Udc e Satta dell’Udeur. Spiega infatti subito il presidente che “l’organismo di Vigilanza costituisce un elemento di raccordo istituzionale nel nostro bipolarismo”, e cita anche la norma per la nomina del presidente Rai della Gasparri che a suo avviso non è superata. “La commissione di Vigilanza Rai – aggiunge – non è una zavorra per la concessionaria pubblica, ma opererà da pungolo perché la Rai non sia una zavorra per i cittadini”. E sottolinea Landolfi che “il servizio pubblico non è un’anticaglia o un elemento residuale, ma in questi 50 anni della sua vita la tv è cambiata moltissimo: c’é stata un’evoluzione dal monopolio al duopolio e oggi c’é una tumultuosa evoluzione tecnologica. In questo contesto dobbiamo calarci”. (ANSA).

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