Laporta, la fiction non è la vita

Un’accorata lettera di un lettore risponde al durissimo articolo dello scorso giovedì in cui il giornalista di ”ItaliaOggi” accusava la fiction di omettere particolari importanti e scabrosi della vicenda-Dalla Chiesa


Lo scorso giovedì questo periodico aveva dato notizia dell’articolo apparso su “ItaliaOggi” a firma del giornalista Piero Laporta, un durissimo atto d’accusa nei confronti della fiction che Canale5 ha dedicato al generale dei carabinieri, Carlo Alberto Dalla Chiesa. In particolare, Laporta criticava aspramente le omissioni dello sceneggiato, con riferimento agli accadimenti precedenti la sfortunata sorte di dalla Chiesa, accadimenti legati al periodo nero degli “anni di piombo”, all’omicidio di Aldo Moro, al ruolo svolto in tutto questo dall’allora Pci. Nello specifico, la fiction avrebbe “tramutato” alcune verità, dall’omicidio di Roberto Paci, trucidato al termine di un brutale processo in “stile talebano” e non ucciso in un parcheggio, fino al ruolo attivo svolto dall’Unione Sovietica nella strage di Via Fani.
Sul numero di sabato di “ItaliaOggi” una missiva di un lettore ha dato l’occasione per tornare sulla questione. Il lettore, infatti, con un tono civilmente polemico criticava il trasporto con il quale Laporta aveva descritto gli avvenimenti, criticava il suo non essere riuscito a restare “freddo e rigoroso, cercando di evitare che i personalismi annacquino il suo discorso”. “Non credo che Lei parli da critico televisivo” – ha scritto il lettore – “visto che la prima cosa che dovrebbe sapere è che la fiction non è la vita e un film si prende molte libertà in funzione della sceneggiatura”. In sostanza, il signor Petrucci (il lettore che ha spedito le proprie considerazioni a “ItaliaOggi”) ha avuto da ridire non solo sul tono con il quale il giornalista ha portato avanti le proprie idee, ma anche la gratuità delle accuse mosse, dal momento che una fiction non pare rappresentare lo spunto ideale per questo genere di revisionismi. A domanda, risposta. Laporta ha risposto a sua volta al lettore (sulla stessa pagina 6 del numero di sabato del quotidiano economico), sottolineandone il garbo nel “bastonare” il suo articolo, ma continuando a sostenere le proprie tesi anticomuniste. Per la prossima settimana è attesa una sorta di seconda puntata dell’invettiva di Laporta. C’è da giurare che “ItaliaOggi” farà registrare un incremento nelle copie vendute. (Giuseppe Colucci per NL)

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