Le donne italiane vanno nella rete. Gli uomini ci restano

Confrontando i dati emersi dalle ricerche di Feltrinelli.it e Università di Palermo si chiarisce il quadro comportamentale degli internauti italiani. Il risultato? Imbarazzante


La prima informazione arriva dal portale dell’Ansa: Feltrinelli.it ha recentemente confrontato i dati ufficiali di Nielsen, Forrester e Simmaco in materia di utenti attivi su internet. Il risultato ha mostrato una schiera di circa 8 milioni di internauti – quasi un sesto della popolazione nazionale italiana – frequentemente impegnati nelle più varie attività di blogging, social network e chat. Se per colpa del digital divide i cinque sesti degli italiani sono senza una connessione a banda larga, gli altri ci danno dentro quotidianamente. A questo si aggiunga quanto riportato, sempre in data odierna, dal sito Aduc Tlc (www.aduc.it) a proposito di una ricerca effettuata dalla psichiatra Daniela La Barbera dell’Università di Palermo. Secondo la professoressa siciliana le donne abuserebbero così tanto del web da frequentarne quasi esclusivamente gli ambienti “socialmente utili”, con lo scopo di conoscere e (talvolta) incontrare eventuali compagni con i quali avviare nuove relazioni sentimentali e non (sebbene la seconda tipologia di rapporti non sia stata in alcun modo approfondita dalla professoressa). Ne consegue la descrizione di un particolare prototipo femminile, più adatto a cedere alle tentazioni della rete: la donna ultraquarantenne con crisi sia in ambito familiare, sia in ambito lavorativo. Per quanto riguarda gli uomini invece, la situazione è decisamente più imbarazzante: la psichiatra La Barbera individua chiaramente tra le abitudini preferite dai maschi quelle di siti porno (possibile origine della crisi familiare di cui sopra), chat erotiche (altrettanto possibile conseguenza della stessa crisi familiare, presumibilmente finalizzata alla ricerca di un partner “diverso”) e giochi violenti (conclusione della vana ricerca di un partner nelle chat erotiche; niente di meglio di uno sparatutto per allentare la tensione). Certo è che i comportamenti analizzati non sono da attribuire alla globalità degli internauti italiani, ma è altrettanto sicuro che l’accesso all’intrattenimento hard sul web, per quegli otto milioni di abitanti che navigano in banda larga, è talmente facile da potersi considerare pratica comune. Ecco (forse) perché quella parte di popolazione esclusa da internet, a causa del divario digitale, non vede l’ora di sostituire quel vecchio e rumoroso modem a 56K. (Marco Menoncello per NL)

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