L’economia USA è in crisi, ma la pay tv non ne risente affatto

Funziona bene la vendita degli abbonamenti alle televisioni a pagamento nonostante la recessione statunitense


La crisi economica che sta travolgendo l’America non ha tuttavia sconvolto in maniera significativa il mercato delle pay tv. La maggior parte degli americani non rinuncerà all’abbonamento alla televisione a pagamento: a sostenerlo sono i gestori dei principali canali via cavo e via satellite d’oltreoceano. Secondo quanto riportato da http://quomedia.diesis.it, Glen Britt, capo esecutivo di Time Warner Cable (che attualmente è il secondo maggiore operatore via cavo negli Stati Uniti) ha dichiarato: “il business delle sottoscrizioni ha raggiunto buoni risultati”. Mentre il capo esecutivo del Direct Group, Chase Carey, ha sottolineato che quando la gente pensa alla televisione, pensa ad un oggetto a cui non può fare a meno: le persone risparmiano su altri fronti (ristoranti, cinema), ma non sulla scatola magica. Gli investitori lo sanno bene, infatti hanno sempre visto la pay tv come un settore fortemente redditizio, proprio perché gli americani preferiscono risparmiare stando in casa, con il telecomando in mano, a guardare la tv. Dal momento in cui l’attenzione è stata concentrata sulle offerte relative alla sottoscrizione di abbonamenti e di pacchetti di canali tematici, le vendite sono sensibilmente aumentate, permettendo alle società televisive di sfruttare tale tendenza senza sosta alcuna (soprattutto dove, come in Italia, la battaglia tra dtt e satellitare si combatte proprio a colpi di format e contenuti). Così, stare comodi sul proprio divano pescando snack dal proprio frigorifero, senza dover pagare l’eventuale sosta dell’auto e il conseguente biglietto per entrare in un cinema o in uno stadio ha i propri vantaggi. In tal caso, Homer Simpson docet. (Silvia Bianchi per NL)

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