Levi sostiene innovazione e soggetti deboli, ma dimentica la situazione spinosa tra Fieg e Fnsi

Nel suo intervento ad un convegno, il sottosegretario parla della riforma del sistema ma non accenna ai dissidi tra editori e giornalisti


Intervenuto ad un convegno per discutere della nuova riforma del sistema della comunicazione, il sottosegretario alla presidenza del consiglio con delega all’editoria, Ricardo Franco Levi (foto), ha trattato diversi temi, spiegando molti punti oscuri della riforma e promettendo che entro la fine di giugno di quest’anno, il ddl sarà presentato in Parlamento. Molti i nodi intorno ai quali si è concentrato il sottosegretario, con particolare attenzione nei confronti delle prospettive di sviluppo del settore editoriale. “Il nostro impegno è quello di farci carico della necessità di concentrare le risorse disponibili guardando agli operatori più deboli. Non possiamo far sì che voci importanti e più deboli spariscano”. Insomma, molta attenzione ai soggetti minori, ma anche all’innovazione: “il sostegno all’innovazione e ai soggetti deboli sono i due fari verso i quali orientarsi, avendo cura di scegliere bene visto che non ci sono soldi per tutti”. Sostanzialmente, quindi, grande considerazione nei confronti dello sviluppo di un settore certamente molto importante, ma, evidentemente, il sottosegretario ha dimenticato che, a monte di qualunque rinnovamento, vi è la necessità di ricucire un rapporto tra editori e giornalisti, cosa che appare tutt’altro che semplice, dati i presupposti. Bene, perciò, i propositi di rinnovamento, ma non prima di risolvere la questione del contratto. (L.B. per NL)

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