Libri. Predisporre percorsi di gioco: il ruolo del terapeuta nella regressione del paziente

Francesca è una bambina di nove anni che presenta una regressione sul piano del comportamento alimentare e disturbi dell’apprendimento.

Le sue difficoltà sono notevolmente accentuate dal clima familiare estremamente teso, influenzato dal rapporto di conflittualità tra i genitori che sono separati da circa sei anni: la bambina non ha avuto la possibilità di creare un collegamento salutare con la propria madre, totalmente assorbita da un rapporto coniugale conflittuale che molto probabilmente le ha creato un notevole blocco emozionale, una barriera che impedisce la comunicazione e la trasmissione di un amore positivo alla figlia. I pazienti regrediti all’area del difetto fondamentale, come Francesca, spesso richiedono di intraprendere un viaggio dantesco: la bambina ha chiesto durante il gioco terapeutico di essere accompagnata in un percorso regressivo costellato di “ostacoli” che non era in grado di affrontare da sola e di poter ricostruire una relazione primaria all’interno della quale riparare esperienze precoci, per lei traumatizzanti, con la guida del terapeuta. Francesca inizia un percorso clinico costellato di ostacoli che segna l’inizio del processo di cambiamento. Il concetto di "percorso" si snoda, nel volume scritto dallo psicologo Antonio Cisternino, attraverso l’incontro di due storie, quelle del terapeuta e del paziente, e può segnare l’inizio di una nuova vita, una “rinascita” del paziente. Il testo, edito da Kimerik (www.kimerik.it), è in vendita al costo di € 13,00. (S.F. per NL)

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