Mancato rinnovo contratto RAI-Sky. I consumatori pronti a ricorrere al Tar e a chiedere la riduzione del 30% del canone RAI

"La Rai avrebbe rifiutato un’offerta di 350 milioni di euro da parte di Sky – dichiara Carlo Pileri, Presidente dell’Adoc – pari al 30% del fatturato derivante dal canone annuo. Questa stessa percentuale dovrà essere decurtata dalle bollette inviate ai cittadini, dato che i canali RaiSat non risulteranno più visibili su Sky. La Rai è finanziata dal canone pagato dai cittadini, non può permettersi di limitare la visione gratuita dei propri programmi su piattaforme concorrenti. Chiediamo a gran voce anche l’abolizione del canone. Inoltre, l’accordo tra la televisione pubblica e le due private Mediaset e La7, che va a contrastare l’attività di un’altra televisione privata, configura, a nostro parere, una violazione della concorrenza e del libero mercato che denunceremo all’Antitrust. Curioso, infine, che solo ora venga fatto uscire sul mercato, dalla Rai stessa, un modello di decoder "ibrido", satellitare e digitale, che permetta di ovviare ai problemi di ricezione del segnale del digitale terrestre. Dopo una campagna informativa in cui il consumatore veniva rassicurato sul fatto che eventuali problemi di ricezione si sarebbero potuti risolvere con l’intervento di un antennista, ora si scopre che gli stessi problemi si possono risolvere solo con l’acquisto di un nuovo decoder, al prezzo di circa 100 euro, che riceve i canali del digitale terrestre via satellite. Una beffa per quanti hanno speso soldi per l’acquisto di decoder obsoleti, ossia 120 euro distribuiti tra uno "zapper" da 30 euro, che riceve solo canali gratuiti e uno interattivo da 90 euro, considerando una media di due televisori per nucleo familiare, e per l’intervento inutile dell’antennista, dal costo medio di 60 euro. Ora dovranno aggiungere una spesa ulteriore di 100 euro. Un totale di 280 euro e tre decoder, di cui solo uno funzionante".
 
 
 
 
 
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