Media. I giovani preferiscono Snapchat ed Instagram. La rivincita di un target bistrattato

A voler dare una lettura romantica verrebbe da dire che le previsioni che vedono Snapchat superare Facebook nelle fasce più giovani degli utenti della piattaforma di Mark Zuckerberg, altro non sono che l’eterna lotta tra il ricco e il povero, tra il pastorello Davide e il gigante Golia con ancora “il debole” ad avere la meglio, perché dove non arriva la forza, vince l’astuzia.
La realtà però è molto meno romanzata, ma offre una chiave di lettura comunque interessante e da indagare con attenzione; il mondo della finanza premia la forza di Zuckerberg e la sua innegabile capacità strategica di muoversi con abilità e competenza nel mondo digitale, non dimentichiamo infatti che Zuckerberg ha già messo le mani da tempo sia su Instagram che su Whatapps. Gli adolescenti e i giovani che vanno dai 12 ai 17 anni e dai 18 ai 24, preferiscono però gli “snap” temporanei di Snapchat tanto da far nascere una domanda che meriterebbe un’indagine più approfondita: “E se i ragazzi preferissero messaggiare?”
La notizia è stata rilanciata alcuni giorni fa dal Sole 24 Ore dove in sostanza, si mette in evidenza come quei giovani, stiano progressivamente migrando verso piattaforme social che meglio interpretano i propri gusti comunicativi; il fenomeno al momento è relativo agli Stati Uniti e in parte al Regno Unito ma potrebbe presto interessare anche il nostro paese se è vero, come è vero che segnali di una più generica stanchezza della piattaforma di Mark Zuckerberg ci sono anche da noi, soprattutto in favore di Instragam.Facebook Zuckerberg 300x220 - Media. I giovani preferiscono Snapchat ed Instagram. La rivincita di un target bistrattato
Nato come servizio di messaggistica istantanea per smartphone e tablet, il fantasmino giallo ha prima aperto progressivamente agli inserzionisti pubblicitari, poi ad un servizio che consente i pagamenti attraverso la app e quindi, come segnalato anche qui dalle pagine di NewsLinet, con l’interazione tra social e informazione con un proprio “telegiornale” in collaborazione con il network americano Nbc News senza però mai rinunciare ai suoi “Snap a tempo”, arricchiti da molte funzioni, idea di per se semplice ma geniale tanto da essere copiata anche da Instagram con le “Stories”.
A ben vedere perciò, Snapchat ha forse solo saputo cogliere meglio di altri quella latente ribellione da sempre presente nelle giovani generazioni, senza però inventare nulla, dando attraverso lo strumento tecnologico principe nelle mani dei giovani (lo smartphone) quello che sin dai tempi dei “ragazzi del muretto” si è sempre fatto, proteggersi cioè dagli sguardi indagatori degli adulti dentro il proprio mondo, trovare il modo di socializzare senza rendere conto a nessuno delle proprie azioni.
Senza voler tornare però così indietro, la nascita della “messaggeria” in chiave tecnologica la possiamo fissare già dai primi anni ’80, con i Minitel francesi che nella versione italiana diventarono Videotel; terminali di videotext gestiti dalla SIP e concessi in comodato d’uso all’utente che con scatto alla risposta e tariffazione a tempo successiva, dava l’accesso a servizi di informazione e soprattutto ad una miriade di chat dove incontrare virtualmente le altre persone collegate, più spesso animatori e animatrici delle società fornitrici dei servizi. Ma non fu mai vero amore, i Videotel SIP si estinsero piuttosto velocemente prima nella successiva rete ITAPAC e poi con la diffusione di internet, senza dimenticare il concomitante affermarsi della telefonia cellulare ma non prima però, di aver trovato alcune applicazioni interattive in trasmissioni RAI e Mediaset, quel famoso “interagire col pubblico” ancor oggi tanto utilizzato.social radio 300x169 - Media. I giovani preferiscono Snapchat ed Instagram. La rivincita di un target bistrattato
Se allora l’avanzata nei gusti dei giovani utenti della rete di Snapchat ed Instagram non può essere considerata come un fenomeno nuovo, la domanda di inizio resta: “ai giovani piace chattare e apparire anziché cercare contenuti?”.
Sì certo, è sempre piaciuto; l’evoluzione tecnologica ha forse solo abbassato la soglia d’ingresso a queste forme di socializzazione, ha assunto nuovi caratteri, ha dato diversi confini e strumenti ai ragazzi sul muretto del cortile.
Lo scambio di immagini animate e video temporanei, le storie, la condivisione di piccoli o grandi segreti che resteranno nostri e dei nostri amici di Snapchat ha comunque scosso il gigante Golia  Facebook che ha già provato a portarlo dentro il suo mondo; la sfida per la società di Evan Spiegel sarà forse quella di non diventare mai adulto e resistere per cercare di rispondere di volta in volta, a quelle generazioni che deciso di servire. (M.S. per  NL)

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