Mediaset. Net Tv sarà un successo, ma occhio alle criticità e soprattutto ai costi

Era stato festeggiato a bottiglie di champagne l’agognato pareggio del bilancio nel 2010. Dopo cinque anni di rossi, per un totale 222 milioni di euro, i vertici del Biscione, alla fine dell’anno appena trascorso, avevano finalmente brindato al bilancio in pari.

Ogni anno è una storia a sé, aveva comunque annunciato Piersilvio Berlusconi e, infatti, il 2011 ha portato in dote un nuovo confronto/scontro tra l’azienda guidata dal figlio del Premier e l’ex monopolista della tv a pagamento, Sky. L’accordo di quest’ultimo con l’operatore di tlc Fastweb per la facilitazione delle modalità di pagamento, l’abbassamento dei costi e lo sfruttamento della banda larga e della fibra ottica (dove c’è) aveva risvegliato Mediaset dal sonno gongolante in cui era caduta dopo un 2010 di successi economici. Prima la decisione di abbandonare gradualmente la modalità di fruizione tramite tessera ricaricabile, per passare al nuovo sistema Easy Pay, poi l’annuncio e il lancio, poco più di una settimana fa, della nuova Net Tv, avevano rimesso il Biscione in carreggiata. Come sempre, aveva giocato di rimessa, aspettando le mosse del colosso satellitare per ribattere colpo su colpo a suon di prezzi più bassi. Tutto questo, però, alla fine ha un costo. E se su ItaliaOggi di ieri si legge che Sky ricava di netto oltre 44 euro su ogni abbonato, Mediaset Premium ne mette in tasca solo 9. Per quest’anno, infatti, Piersilvio ha annunciato ai propri investitori che non vi sarà garanzia di raggiungimento del pareggio del bilancio: i costi sono molti e per poter competere con l’accoppiata Murdoch-Mockridge, i prezzi devono necessariamente restare bassi. Nel frattempo, però, il lancio di Net Tv è andato a gonfie vele, anche se sono stati registrati alcuni problemi tecnici. Secondo quanto diffuso da www.Esclusivista.it, il server sarebbe andato in tilt a causa dell’eccesso di contatti, in particolare di gente attratta dalle ultime novità cinematografiche appena uscite dalle sale, cosa che avrebbe messo in allarme Tele System, titolare dell’unico modello di decoder attualmente compatibile con la nuova piattaforma. Non tutto liscio, quindi, ma comunque un bel segnale. Intanto, però, ci sono alcune zone d’ombra, e riguardano la possibile (probabile) eredità dei diritti delle squadre di calcio che avevano sottoscritto un contratto con Dahlia Tv e che sono rimaste al buio domenica scorsa, dopo la chiusura improvvisa dell’emittente, cui Ti Media ha rifiutato di concedere deroghe sulla restituzione dei debiti contratti. Questo venerdì il Tribunale di Milano si pronuncerà sul ricorso ex art. 700 c.p.c. da parte di Sky circa la cessione, a prezzi ultravantaggiosi, dei diritti a Mediaset Premium. La tv satellitare, infatti, per i campionati 2010-2011 e 2011-2012, ha versato alla Lega Calcio la bellezza di 574,5 milioni di euro e andrebbe su tutte le furie se il Biscione ereditasse le otto squadre mancanti per un prezzo stracciato e totalizzasse una spesa inferiore a 300 milioni per l’intero pacchetto-Serie A. Secondo Cologno Monzese il valore dei diritti delle squadre ex-Dahlia sarebbe, però, prossimo allo zero, e per garantire il servizio – dicono – agli utenti rimasti a secco di partite, essi potrebbero farsi carico dei costi di banda, produzione e telecronaca, senza nessuna spesa aggiuntiva. E con un problema in più: la disponibilità di banda necessaria a coprire tutte le partite in contemporanea (si parla della possibilità di un incontro da trasmettere in differita). In ogni caso, si pronuncerà il Tribunale. (G.M. per NL)
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