Mediaset. Piersilvio Berlusconi: futuro tv generalista e interazione radio-tv-web

"La tv non ha confini per questo abbiamo lavorato per creare un sistema unico: abbiamo costruito il primo polo radiofonico in Italia, mezzo vivo e complementare alla tv".

Così il vicepresidente di Mediaset Pier Silvio Berlusconi alla presentazione dei Palinsesti del gruppo. "Mediaset è pronta per essere sempre più leader – ha spiegato il manager – La tv generalista alimenta il nostro sistema, più autoprodotto nei programmi, significa più opportunità per tutto il sistema, più quantità video, più qualità per tematiche, più advertising unconventional, più sinergie per la radio". Con il nuovo polo radiofonico costituito dall’aggregazione di R101, Radio 105 e Virgin Radio, al quale si aggiunge un accordo con Rmc che resta però sotto il controllo del gruppo Finelco (cioè la famiglia Hazan), Mediaset è già leader in Italia per ascolti e raccolta pubblicitaria. "Stiamo pensando a come incrociare radio e tv – spiega Pier Silvio Berlusconi – Non abbiamo tanta fretta perché guai a portare le logiche di un mezzo da una parte o dall’altra. Ci sono alcune idee, ci stiamo lavorando. L’incrocio promozionale è facile, ma stiamo cercando di fare qualcosa in più". Siamo sicuri che alla fine i risultati saranno positivi. Uno dei primi nomi che potrebbero avere un posto sia in radio sia sulle tv del biscione, potrebbe essere Giuseppe Cruciani, che di sicuro lascerà Radio24 per approdare a Radio 105: "Siamo pronti a pensare a progetti con lui su Mediaset" (anche se il Sole 24 Ore a sua volta conferma che il programma La Zanzara è stato confermato per settembre). Per fare una grande tv generalista non bastano risorse planetarie, sottolinea l’ad di Mediaset, ma competenze conquistate sul campo: "In un mercato relativamente piccolo come l’Italia sono arrivate major e multinazionali come Sky, Discovery, Paramount, tutte hanno aspirazioni da generalista. L’attitudine da generalista sta anche nella capacità di raggiungere grande fette di pubblico, e i dati d’ascolto dei canali Mediaset registrati nella primavera 2016, con il 34,9% in Italia e il 32,1% in Spagna, oltre a rendere l’editore leader di ascolti nei rispettivi Paesi ne fa l’unico privato europeo a sforare il 30%, al pari di BBC e Rai. Un orgoglio per noi, ma anche per il nostro Paese". Con i 9,7 milioni di ascoltatori giornalieri delle radio acquistate dal gruppo Finelco, il sistema Mediaset raggiunger ora 40 milioni di italiani al giorno. Perché il "ll nostro ‘made in Mediaset’ è anche ‘made in Italy’, un modello che funziona anche all’estero. Siamo l’unica media company totalmente italiana che compete a livello internazionale. Abbiamo investito anche negli anni più bui della recessione, per noi la tv non ha confini, abbiamo lavorato per creare un sistema della comunicazione unico". Berlusconi jr sulle perdite di Premium, ha dichiarato: "eravamo in linea nel primo trimestre e anche con il secondo lo siamo. La prossima campagna abbonamenti è importante, aprirà dopo gli Europei, perché l’attenzione dei tifosi oggi è da un’altra parte. Mentre, per quanto riguarda le perdite, non mi sembra il caso di dare numeri precisi. Il piano prevedeva il break even al terzo anno. Come numero di abbonati siamo in linea, la crescita superiore ai 3 euro per abbonato dall’inizio della stagione, sempre al di sopra dei due milioni. Il prezzo di Premium non è cambiato", ha concluso il vicepresidente Mediaset Pier Silvio Berlusconi. (E.G. per NL)
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