MSE-Com. Riorganizzazione: ritorno al passato?

Istituzione di Super Ispettorati a fronte di depotenziamento a dipendenze regionali delle sedi minori


Il blog dei funzionari dell’I.T. Liguria del MSE Com, che dopo una partenza decisamente brillante era affondato nel pantano delle noiose discussioni sindacali, dà conto di indiscrezioni che vorrebbero “la prossima riorganizzazione delle strutture periferiche del Dipartimento comunicazioni del Ministero dello sviluppo economico” basata “sull’istituzione di aree macro-regionali (nord-est, nord-ovest, centro, sud, isole?) con a capo un dirigente di seconda fascia, mentre alcuni Ispettorati si vedrebbero “depotenziati” a dipendenze regionali”.
Spiega il blog: “La struttura, ipotizza qualcuno, potrebbe addirittura rifarsi a quella della leggendaria Azienda di Stato per i Servizi Telefonici (ASST), storico organo che aveva i suoi ispettorati di zona a Milano, Venezia, Bologna, Roma, Napoli.
Una vera e propria restaurazione, se avverrà, in totale controtendenza rispetto ai proclami federalisti. I motivi probabilmente vanno ricercati nel tentativo di risparmiare sulle figure dirigenziali”.
Critica la posizione del post dedicato: “Per quanto riguarda il servizio, l’accorpamento a mio parere non potrà che produrre conseguenze negative. Già ora, in molti Ispettorati, ci sono funzionari che sostituiscono i dirigenti, con responsabilità e autonomia limitata, nonchè demotivati dalla perenne situazione da “tappabuchi” senza possibilità di carriera. Una riorganizzazione di questo tipo non farebbe che istituzionalizzare questo stato di cose, inducendo i titolari delle “dipendenze regionali” a deresponsabilizzarsi ulteriormente e a fungere da meri esecutori di ordini. E i provvedimenti che oggi firma il direttore dell’Ispettorato dovranno essere firmati dal mega-dirigente, con il relativo corollario di complicazioni e lungaggini burocratiche. E’ del resto impensabile che un unico dirigente sia in grado di tenere sotto controllo la situazione di tre-quattro regioni, e la dimostrazione l’abbiamo avuta con gli “interim” che abbiamo sperimentato (vedi Genova-Cagliari, ad esempio).
Ci potrebbero essere poi conseguenze anche dal lato amministrativo, dato che la gestione del settore logistico (personale, contabilità, acquisti, ecc.) potrebbe anch’essa essere centralizzata nelle sedi di macro-regione, ponendo dei problemi di collocazione del personale.
Insomma, l’idea non mi sembra delle più felici, e mi pare che dia ragione alle mie previsioni circa la tendenza all’impoverimento delle strutture periferiche”.

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