New Media. Murdoch-Google è la sfida on line che cambierà tutta l’editoria

L’offensiva on line di Murdoch è iniziata da tempo. Obiettivo, contrastare la leadership di Google


da Franco Abruzzo.it

New York, 14 novembre 2007. Ha esordito più di mezzo secolo fa come editore di quotidiani locali di Adelaide. Oggi, guida un colosso multimediale che, dall’Australia, si è esteso in tutto il mondo. E’ la parabola di Rupert Murdoch, editore di giornali dal lontano 1952 e fondatore nel 1979 della multinazionale dei mass media News Corporation. Una lunga storia di successi gli ha permesso di consolidare la posizione del suo Gruppo nei media classici, tv e giornali. News Corporation deve invece ancora elaborare una strategia vincente nel campo dei new media: Web e telefonini. L’offensiva on line di Murdoch è in ogni caso iniziata da tempo. Obiettivo, contrastare la leadership di Google. Il motore di ricerca più cliccato del Web è infatti additato dai dirigenti del Gruppo come il nemico da battere. Per due motivi. Il primo: influenza la lettura dei giornali on line di Murdoch. Come ha spiegato Anne Spackman, caporedattore di uno dei satelliti di News Corporation, Times Online, Google “è un enorme pericolo perchè condiziona tutto ciò che facciamo online”. E’ sufficiente che cambi un parametro del suo motore di ricerca per mettere in crisi i giornali che non si adeguano al nuovo algoritmo. Per News C. è una ipoteca notevole, perchè le testate di Murdoch hanno aderito al sistema combinato Audience-Fax, che misura il numero totale di lettori di un giornale sommando le vendite dell’edizione cartacea in edicola con i click degli internauti nella versione digitale. L’altro motivo è legato alla concorrenza diretta. Il piano di Murdoch punta infatti ad ampliare sul Web i successi ottenuti in campo televisivo. A questo scopo, News C. ha lanciato la nuova Net tv Hulu.com ed ha prodotto due serie di telefilm sul portale Myspace. Anche in questo caso, Google è il rivale diretto di Murdoch, come editore di Youtube, il portale di video sharing più popolare della rete. Nel campo degli affari, le rivalità sono in ogni caso contingenti e possono ribaltarsi in un attimo. Gli osservatori finanziari infatti giurano che la guerra tra Google e News C. potrebbe segnare una tregua in vista di una alleanza contro l’altro gigante informatico, Microsoft. News C., titolare del sito MySpace, potrebbe infatti collaborare con Google, che gestisce OpenSocial, per arginare la crescita dello straripante Faceboock di Bill Gates.

Al di là delle strategie, il volume degli affari in rete di Murdoch è in crescita. La divisione Web del suo gruppo ha fatturato nell’ultimo trimestre 200 milioni di dollari, registrando un rialzo pari all’80% rispetto allo scorso anno. Non è molto sulla quota globale del Gruppo, arrivata a 7,1 miliardi di dollari, con un rialzo del 19%. Ma è una tendenza al miglioramento costante creata da un pacchetto di portali molto remunerativi. Gli acquisti più recenti di Murdoch sono DoubleClick, sito dedicato alla pubblicità e al marketing online, ed il marchio Dow Jones Wall Street Journal, che riunisce una nutrita presenza su Internet. Il sistema coordinato di offerta on line comprende inoltre alcuni pezzi pregiati che girano a pieno regime: Photo Buket ed il sito dedicato alla trasmissione American Idol. Il Gruppo inoltre possiede il maggior fornitore di accessi internet in Inghilterra, BskyB, e ha mostrato interesse per l’italiana Tiscali. News C. on line è però sopratutto Myspace, portale che vanta 25 milioni di utenti, e la nuova Web Tv, Hulu.com. Per Murdoch, sono queste le piattaforme su cui baserà il vero business dei prossimi anni: la televisione on line. MySpace, fulcro dell’offerta su Web, è già il primo social network nel mondo. Operativo in 23 nazioni, da settembre è accessibile anche da telefonino. Il suo valore odierno è di 16,2 miliardi di dollari, 30 volte il prezzo di 580 milioni che News Corp. versò nel 2005 per acquistarlo. Un piano di espansione programmato lo porterà nel corso del prossimo anno in 30 paesi. “Il nostro obiettivo- annuncia l’amministratore delegato Chris DeWolfe- è di essere numero uno in ogni mercato e il maggiore sito Web a livello mondiale”.

Da questo portale, Murdoch lancia l’operazione telefilm on line. La prima serie, Roommates, è partita il 29 ottobre e si concluderà il 31 dicembre. Vede protagoniste quattro amiche che, terminati gli studi al college, si trasferiscono a Los Angeles. Target, un pubblico giovanile. L’11 novembre invece è iniziato “Quarterlife”, destinato a un audience più matura. Le sceneggiature di entrambe le fiction sono scritte giorno dopo giorno in collaborazione con gli utenti on line, che partecipano al processo creativo della trama grazie a blog, sondaggi e altri strumenti interattivi del Web 2.0. “C’è la possibilità -spiega il general manager della net tv, Jeff Barman – di interagire con lo show in diversi modi rispetto a prima”. A fine ottobre, ha anche debuttato Hulu.com, definita dai mezzi di informazione la “anti Youtube”. Foraggiata da News C. e Nbc, affronta Google-Youtube sul terreno diretto del video sharing, offrendo la possibilità agli utenti di caricare e condividere i propri filmati, ma offre come valore aggiunto un palinsesto di contenuti professionali di altissima qualità. Telefilm e serie tv saranno forniti da studi come Sony ed MGM e da reti televisive del calibro di NBC e FOX in maniera gratuita. Tra le prime, i Simpsons, 30 Rock, Late Night with Conan O’Brien e Lost in Space. Nella sfida “tv on line”, destinata a diventare il core businness dell’attività in rete di News C., Murdoch parte in ritardo rispetto a Google-Youtube, ma recupera terreno grazie alla qualità dell’offerta. “Penso proprio – dichiara l’analista del settore, James Quivey – che siano nettamente più avanti rispetto ai competitor diretti”. (9Colonne)

Murdoch: il sito del WSJ sarà gratis

Adelaide, 14 novembre 2007. Rupert Murdoch vuole che il sito del Wall Street Journal sia gratis. È quanto ha detto lui stesso. «Stiamo studiando l’opzione e ci aspettiamo di trasformare il Wsj in un sito gratis – ha detto, parlando agli azionisti di NewsCorp ad Adelaide, in Australia. In questo modo, invece di avere un milione di abbonati, avremo almeno 10-15 milioni di utenti in ogni angolo della terra».

Con il suo impero NewsCorp, il magnate australiano ha acquistato Dow Jones, il colosso editoriale di cui fa parte la Bibbia della Finanza, la scorsa estate; il completamento dell’accordo è atteso per il quarto trimestre. L’attesa è per la riunione dell’assemblea degli azionisti speciale, in calendario a New York il 13 dicembre.

Murdoch ritiene che, nel momento in cui il sito Wall Street Journal sarà gratis, «un grande numero» di inserzionisti pubblicitari incrementerà il fatturato pubblicitario della divisione Internet del noto quotidiano finanziario. Al momento, il sito WSJ.com ha all’attivo un milione di abbonati circa, che assicurano entrate, attraverso il pagamento degli abbonamenti, per 50 milioni di dollari.

Parlando della redditività di NewsCorp, il magnate australiano ha detto che la performance del periodo compreso tra ottobre-dicembre si sta confermando migliore delle stime, e che la domanda pubblicitaria si sta mantenendo forte, nonostante i problemi del mercato del credito americano. «In questo trimestre – ha sottolineato – stiamo andando molto bene e siamo molto forti». È troppo presto tuttavia, ha aggiunto, rivedere al rialzo le stime per l’anno.

Da segnalare che il 23% circa degli utili di NewsCorp proviene dagli Stati Uniti; a tal proposito, Murdoch ha detto che non sarebbe «fatale» assistere a un calo nella pubblicità del 10 per cento. (da www.lastampa.it)

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